Catalogna: 7,3 milioni di euro di perdite per il sistema dei trasporti

Pubblicato il 24 ottobre 2019 alle 6:30 in Europa Spagna

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I blocchi su autostrade e ferrovie, i saccheggi e l’interruzione di servizi pubblici, tra cui in particolare quello dei mezzi di trasporto stanno diventando molto costosi per la popolazione catalana. L’impatto economico delle manifestazioni contro la sentenza del processo ai leader indipendentisti sulle infrastrutture e sui servizi di trasporto, secondo il Ministero dei Lavori pubblici e delle Infrastrutture, ammonta ora a 7,3 milioni di euro. Inoltre, 175.000 passeggeri sono stati colpiti da ritardi o cancellazioni di treni e voli. I dati del Ministero delle infrastrutture spagnolo sono stati resi pubblici dal quotidiano El Periódico de Catalunya, che ha avuto accesso a una relazione interna del dicastero.

Una delle principali voci di perdita riguarda i danni subiti dall’aeroporto di El Prat de Llobregat. Il danno causato dagli atti vandalici della protesta organizzata dal cosiddetto tsunami democratico lo stesso giorno in cui è stata annunciata la sentenza ammonta a oltre 1,2 milioni di euro. Numerosi parcheggi sono stati distrutti durante i disordini con le forze di polizia, dove i manifestanti hanno persino usato estintori per affrontare le cariche delle forze dell’ordine.

I danni causati alle infrastrutture ferroviarie, i particolare il sabotaggio che ha avuto luogo su una linea dei treni Rodalies (tratte di breve distanza in Catalogna) lo scorso venerdì 19 ottobre, ammontano a circa 600.000 euro e i danni causati alle strade a pedaggio e alle strade di proprietà statale dai blocchi e dalle barricate ammotano a circa 360.000 euro. A La Jonquera, alla frontiera con la Francia, i manifestanti che hanno interrotto l’ingresso in Spagna sull’autostrada AP-7 hanno dovuto tagliare i guard-rail  per utilizzarli in una barriera contro i veicoli provenienti dall’altro lato della frontiera.

La fattura relativa alle indennità che la società delle ferrovie spagnole Renfe deve affrontare in conformità con i suoi impegni di servizio e puntualità non è molto minore. La società pubblica ha calcolato che i rimborsi e gli indennizzi non saranno inferiori al milione di euro, presumibilmente attorno a 1,2 milioni di euro. I passeggeri interessati hanno tre mesi di tempo per richiedere i rimborsi.

Il danno più elevato per le società appartenenti al Ministero dei Lavori pubblici e delle Infrastrutture, tuttavia, è quello corrispondente al mancato guadagno, cioè alle entrate previste che non si sono realizzate. Secondo i dati di Renfe e Adif (ferrovie), Aena ed Enaire (aviazione civile) e Ports (autorità portuali catalane), il calo del numero di passeggeri previsto ha causato mancati guadagni per oltre quattro milioni di euro.

Gli incidenti di Barcellona hanno dissuaso molti potenziali clienti dal recarsi in città in queste date, così come la paura di rimanere intrappolati in blocchi stradali e ferrovieri e sabotaggi. Il ministero stima che finora siano stati colpiti circa 190.000 passeggeri diretti in Catalogna, sia perché i loro voli, navi o treni sono stati cancellati (ad oggi si tratta di 166 voli, 243 treni e 4 scali di crociera cancellati), sia a causa di ritardi eccessivi derivati dai blocchi stradali e ferroviari.

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Italo Cosentino, interprete di catalano

di Redazione

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