Bolivia: Morales denuncia colpo di stato e proclama stato di emergenza

Pubblicato il 24 ottobre 2019 alle 8:06 in America Latina Bolivia

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Il presidente boliviano Evo Morales ha denunciato che i partiti di destra hanno avviato un colpo di stato, che sarebbe iniziato con la mobilitazione popolare per impedire la proclamazione delle la sua eventuale vittoria nelle elezioni generali di domenica 20 ottobre. Di conseguenza il presidente ha proclamato lo stato di emergenza in tutto il paese.

“Ho convocato questa conferenza stampa per denunciare davanti al popolo boliviano e al mondo intero che è in corso un colpo di stato; sapevamo già in anticipo che il diritto era stato preparato con il sostegno internazionale per un colpo di stato” – ha detto il presidente parlando dalla Casa Grande del Pueblo, sede della presidenza della Bolivia.

Morales ha dichiarato di aver di proclamato lo stato di emergenza, ma non ne ha specificato la portata, mentre chiedeva alla la società a manifestare pacificamente e invitava la comunità internazionale a difendere la democrazia boliviana.

“Capisco la disperazione della destra boliviana che non vuole riconoscere il trionfo del voto indigeno, poiché in passato non l’hanno mai riconosciuto” – ha detto, confidando che il conteggio ufficiale delle elezioni, in procinto di concludersi, gli darà la vittoria e rielezione al primo turno.

La denuncia di Morales viene fatta dopo due giorni di manifestazioni, alcune sfociate in atti di violenza, da parte di settori della classe media urbana convocati dal candidato ed ex presidente Carlos Mesa (2003-2005), che hanno affermato di aver ottenuto voti sufficienti per raggiungere un secondo turno e denunciato una presunta frode a favore del presidente uscente,

“Per ora sopportiamo umilmente, sopportiamo pazientemente per evitare la violenza, non siamo entrati in uno scontro” – ha detto Morales, osservando che ha comunque “l’obbligo di difendere la democrazia che è costata sangue e lutti al popolo boliviano”.

Il presidente non ha indicato i diretti responsabili del colpo di stato che ha denunciato, che secondo lui sarebbe iniziato con azioni volte a impedire per il conteggio dei voti, tra cui l’incendio di diversi edifici del Tribunale elettorale e gli attacchi contro alcuni candidati eletti e le intimidazioni contro i membri del tribunali elettorale.

“Devo dire ai miei colleghi, fratelli e sorelle, che dobbiamo organizzarci, prepararci; difenderemo la democrazia”, ha detto Morales e ha avvertito che la destra sarà considerata responsabile di possibili scontri.

Sul calcolo elettorale, ha ribadito che si aspettava i risultati ufficiali finali che il Tribunale Supremo Elettorale dovrebbe pubblicare a breve. “Sono quasi certo che con i voti delle aree rurali vinceremo al primo turno” – ha insistito, quando manca da conteggiare ancora poco più del 3% dei voti.

Morales non ha fatto alcun riferimento alla decisione di affidare il conteggio dei voti all’Organizzazione degli Stati Americani e alla richiesta dell’ente continentale che le sue conclusioni vengano considerate vincolanti da tutti i candidati.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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