Parlamento catalano rivendica diritto a discutere l’autodeterminazione

Pubblicato il 23 ottobre 2019 alle 6:20 in Europa Spagna

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Il presidente del Parlamento catalano, Roger Torrent, e i politici separatisti sono di nuovo al centro di polemiche dopo aver permesso la tramitazione di una proposta di risoluzione delle tre formazioni indipendentiste Junts per Catalunya, Sinistra Repubblicana di Catalogna (ERC) e Candidatura di Unità Proletaria (CUP) in cui si sostiene il diritto del parlamento di Barcellona a dibattere sull’autodeterminazione, la monarchia e la sovranità.

La Corte costituzionale spagnola ha avvertito Torrent e il resto dell’Ufficio di presidenza del parlamento catalano di conseguenze penali solo due settimane fa se avessero dato il via libera alle iniziative parlamentari che contravvengono alle sentenze della corte stessa e alla Costituzione. È il caso di mozioni di disapprovazione nei confronti del Re Felipe VI e del diritto all’autodeterminazione, risoluzioni in passato approvate in sessione plenaria del Parlamento di Barcellona e che sono state successivamente annullate dalla Coste Costituzionale.

JxCat, ERC e CUP hanno concordato una risoluzione di minima in cui viene rivendicato “il diritto dei deputati al dibattito su tutte le questioni che interessano i cittadini” e, pertanto, il Parlamento “ribadisce e ribadirà tutte le volte che i deputati riterranno opportuno, il diritto a discutere della monarchia, della difesa del diritto all’autodeterminazione e della pretesa di sovranità del popolo catalano di decidere il proprio futuro politico”.

Gli avvocati del Parlamento hanno avvertito nella riunione dell’Ufficio di presidenza di questo martedì, 22 ottobre, che questo punto “entra in contraddizione” con quanto indicato dalla Corte Costituzionale. Anche così, sia Torrent che i membri dell’Ufficio di presidenza di JxCat e ERC hanno votato per elaborare il testo, mentre i membri di Ciudadanos e del Partito Socialista Catalano si sono opposti. La presidenza del Parlamento insiste sul fatto che l’Ufficio di presidenza non può diventare un organo censore e fa appello alla libertà di espressione dei deputati e al diritto alla rappresentanza politica.

La risoluzione approvata respinge anche la sentenza di condanna nei confronti dei leader indipendentisti coinvolti nell’organizzazione del referendum del 1 ottobre 2017 e chiede una “soluzione democratica al conflitto catalano”. Pertanto, esorta la Generalitat a “promuovere tutte le iniziative politiche, sociali e istituzionali che siano necessarie a livello nazionale, statale e internazionale”.

I tre partiti indipendentisti sono riusciti a concordare un testo comune dopo che la scorsa settimana non sono stati in grado di concordare una posizione comune per dare una risposta parlamentare alla sentenza con cui sono stati condannati nove leader indipendentisti, tra cui l’ex vicepresidente e leader di ERC Oriol Junqueras e la ex presidente del parlamento Carme Forcadell.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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