L’Arabia Saudita avvia le negoziazioni con i ribelli Houthi

Pubblicato il 23 ottobre 2019 alle 16:31 in Arabia Saudita Yemen

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Una fonte ha rivelato ad al-Jazeera, il 22 ottobre, che l’Arabia Saudita ha intrapreso negoziati con i ribelli sciiti Houthi attivi in Yemen, con l’obiettivo di porre una tregua militare al perdurante conflitto.

Nello specifico, a detta della fonte, è stato istituito un comitato politico e militare composto sia da sauditi sia da Houthi, i quali cercheranno misure volte a porre fine ai combattimenti al confine e agli attacchi aerei da ambe le parti.  Tale mossa segue alcune iniziative e segnali di distensione che hanno mostrato il desiderio di una tregua per la regione. Da un lato, i ribelli sciiti, nel mese di settembre, avevano dichiarato di interrompere, unilateralmente, gli attacchi aerei contro i territori sauditi in cambio di un freno alle operazioni da parte della coalizione saudita-emiratina. Dall’altro lato, il principe ereditario saudita, Mohammad bin Salman, di fronte a tale dichiarazione, aveva espresso la propria speranza verso l’apertura di un dialogo politico.

Tuttavia, la notizia relativa ai negoziati ha fatto seguito a quella del 21 ottobre, riguardante l’uccisione di 6 soldati sauditi, al confine meridionale dell’Arabia Saudita, a seguito di violenti scontri con i ribelli sciiti Houthi. Nella stessa giornata, il governatorato yemenita di Saada, situato nell’estremo Nord del Paese, ha assistito a un bombardamento ad opera della coalizione a guida saudita, che ha causato la morte di 5 civili.

A tal proposito, il comandante dell’esercito yemenita, Abd al-Karim al-Sudai, ha affermato, il 21 ottobre, che le proprie forze sono riuscite a respingere gli Hotuhi mentre provavano a infiltrarsi a Saada, causando perdite sia materiali sia in termini di vite umane. Inoltre, al-Sudai ha sottolineato che l’esercito yemenita è riuscito a prendere il controllo della periferia del distretto di al-Zaher, nel medesimo governatorato di Saada.

La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbu Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Secondo un report dell’Armed Conflict Location and Events Dataset, di giugno 2019, dal 2015 ad oggi sono state 91.600 le vittime del conflitto, tra cui circa 11.700 civili, causate da più di 39.700 scontri armati. Finora, il 2018 è l’anno che ha registrato il maggior numero di vittime. La coalizione a guida saudita risulta essere la maggiore responsabile, con il 67% del totale delle vittime civili.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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