Cile, le scuse di Piñera: “abbiamo sbagliato”

Pubblicato il 23 ottobre 2019 alle 9:04 in America Latina Cile

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Il presidente del Cile, Sebastián Piñera, si è rivolto alla nazione in un messaggio in diretta dal palazzo della Moneda in cui ha proposto un’agenda sociale per porre fine alle intense proteste che dallo scorso fine settimana scuotono il paese andino.

“È vero che i problemi non sono nati negli ultimi giorni, si erano accumulati per decenni, ma è anche vero che i diversi governi non sono, non siamo, stati in grado di riconoscere questa situazione in tutta la sua grandezza, questa situazione di iniquità, di abuso, che ha significato un’espressione genuina e autentica di milioni e milioni di cileni. Riconosco questa mancanza di visione e mi scuso con i miei connazionali” – ha detto il presidente aggiungendo, riferendosi all’alto costo della vita e alle difficoltà dei circa 11 milioni di cileni indebitati per pagare istruzione o sanità: “Non siamo stati in grado di riconoscere la situazione di disuguaglianza”.

Piñera ha difeso l’operato delle forze di sicurezza in questi giorni di protesta aggiunto che il coprifuoco e lo stato di emergenza in vigore in molte città del paese rimarranno in vigore e saranno ritirati solo quando “le condizioni sono soddisfatte”.

Presentando al paese una nuova agenda sociale, il presidente ha affermato che i prezzi dei servizi pubblici non aumenteranno. Inoltre, ha promesso “una riduzione delle diete e del numero di parlamentari”.

Il presidente cileno ha sottolineato di aver “ascoltato” il messaggio del popolo e ha ritenuto che si tratti di richieste e proteste legittime.

Piñera ha proposto, tra le altre cose, un aumento immediato del 20% della pensione di solidarietà di base; la creazione di un’assicurazione che copra parte delle spese familiari per le medicine, particolarmente care nel paese sudamericano; l’estensione dell’accordo dello stato con le farmacie per ridurre il prezzo dei medicinali; la creazione di un reddito minimo garantito di 350.000 pesos al mese – circa 480 dollari – per tutti i lavoratori; l’annullamento del recente aumento del 9,2% del prezzo dell’elettricità; l’aumento delle imposte per i settori a più alto reddito ai fini di una migliore redistribuzione delle ricchezze; maggiore equità nella distribuzione dei fondi tra comuni ad alto e basso reddito; facilitazioni per l’accesso e  il rafforzamento della difesa legale e del sostegno sociale e psicologico per le vittime di reati.

Il piano di Piñera costa circa 1,2 miliardi di dollari, ma il presidente ha sottolineato che l’economia cilena è sufficientemente forte da reggere l’aumento della spesa pubblica, una valutazione confermata da diversi economisti. Il presidente del Cile ha rivolto inoltre un nuovo appello alla popolazione affinché isoli i gruppi violenti che hanno animato le manifestazioni e condotto saccheggi e violenze in tutto il paese, spiegando che solo la ricostruzione della metropolitana di Santiago costerà circa 300 milioni di dollari.

Lo scorso 19 ottobre sono scoppiate violente proteste in Cile per protestare contro un aumento delle tariffe della metropolitana di 30 pesos, proteste che hanno convogliato tutto il malessere della società cilena e in particolare delle classi medie, spina dorsale del paese più ricco dell’America Latina, in difficoltà per l’alto costo della vita. Il governo ha proclamato il coprifuoco a Santiago e in altre città, senza tuttavia riuscire a placare le proteste.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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