Balcani: l’Europa si pronuncerà di nuovo, Juncker è “molto deluso”

Pubblicato il 23 ottobre 2019 alle 6:25 in Balcani Europa

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Il Parlamento europeo ha annunciato che giovedì 24 ottobre voterà una risoluzione sulla Macedonia del Nord e sull’Albania.

A renderlo noto è stata, lunedì 21 ottobre, ANSA Europa, la quale ha altresì rivelato che la decisione è stata presa dai membri del Parlamento di Bruxelles, i quali hanno votato per alzata di mano. L’obiettivo di tale risoluzione, ha rivelato il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, è quello di terminare “la discussione sulle dichiarazioni del Consiglio europeo sulla Macedonia del Nord e l’Albania”.

La decisione dell’Europa di bloccare l’avvio dei negoziati per l’adesione di Skopje e Tirana, giunta lo scorso 18 ottobre, è stata duramente criticata, martedì 22 ottobre, anche dal Presidente della Commissione europea uscente, Jean-Claude Juncker.

In particolare, Jucker ha dichiarato di essere “molto deluso per la decisione o meglio dalla non decisione del Consiglio europeo”. Macedonia del Nord e Albania, ha commentato Juncker, “avevano il diritto di aspettarsi l’apertura di negoziati perché questi Paesi hanno fatto degli sforzi” e “non avere aperto i negoziati con questi Paesi” è stato “un errore madornale”. Da un lato, Juncker ha dichiarato di ritenere la decisione del Consiglio “un colpo al cuore” per Skopje e Tirana, ma dall’altro il presidente uscente della Commissione ha sottolineato un problema maggiore, dichiarando che “se l’UE dà l’impressione di fare promesse e poi di non mantenerle, nessuno nel mondo ci rispetterà”.

Lo scorso 18 ottobre, Parigi aveva bloccato l’allargamento dell’Unione a Tirana e Skopje. Nello specifico, l’ingresso della Macedonia del Nord aveva ricevuto il parere positivo di tutti gli Stati membri dell’UE, eccetto che della Francia, mentre l’ingresso dell’Albania era stato ostacolato da Francia, Danimarca e Paesi Bassi. Da parte sua, Parigi aveva dichiarato di ritenere che l’Europa stia già affrontando troppe sfide per consentire l’ingresso di due ulteriori Paesi dei Balcani, una regione ancora in via di recupero dopo le guerre degli anni Novanta e che ancora oggi combatte contro il crimine e la corruzione. In particolare, secondo Parigi, l’UE deve concentrarsi su quattro sfide: l’uscita del Regno Unito, la Cina, la Russia e il fenomeno migratorio.

La posizione di Macron non è stata ben accolta dai Paesi della regione balcanica, tutti orientati verso un futuro europeo. Parallelamente, a sostenere l’ingresso della regione nel blocco comunitario è stato più volte anche l’esecutivo europeo, ovvero la Commissione, il quale, secondo quanto ricostruito da Reuters, desidera che anche le altre repubbliche ex-Iugoslave entrino nell’Unione, al fine di scongiurare quella che viene percepita come la crescente affermazione e influenza di Cina e Russia.

Anche il premier italiano, Giuseppe Conte, si è espresso sulla decisione di non procedere con l’avvio dei negoziati per l’ingresso di Albania e Macedonia del Nord, il che è stato definito come “un errore storico”. Conte, da parte sua, si è dichiarato “molto deluso” da quanto deciso dai colleghi europei, dato che l’avvio dei negoziati era, secondo il premier italiano, necessario.

Una forte promotrice dell’ingresso nel blocco comunitario di Skopje e Tirana è anche l’Alto rappresentante dell’UE, Federica Mogherini, la quale aveva dichiarato, lo scorso 24 settembre, che l’allargamento ai Paesi balcanici è “cruciale non solo per entrambi i Paesi, ma per l’intera regione e per l’UE stessa”.  Tali dichiarazioni giungevano a seguito dell’incontro con i leader della regione dei Balcani occidentali che si è tenuto nella serata di 22 settembre a margine della 74esima Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Al vertice avevano partecipato il ministro degli Affari Esteri della Serbia, Ivica Dacic, e l’omologo della Bosnia ed Erzegovina, Igor Cnadak. Insieme a loro, anche il premier macedone, Zoran Zaev, e il Capo di Stato del Kosovo, Hashim Thaci. Tutti i leader presenti avevano ribadito il proprio supporto nei confronti dell’avvio dei negoziati per l’adesione all’Unione Europea della Macedonia del Nord e dell’Albania.

Precedentemente, il 2 settembre, Mogherini aveva dichiarato che l’ingresso dei Paesi del Balcani nell’Unione “è necessario sia per Bruxelles sia per la regione”, dato che rappresenta la “riunificazione del continente europeo”. A tale riguardo, a pochi giorni di distanza dalle parole di Mogherini, anche la neoeletta presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, aveva dichiarato, in occasione della presentazione della sua squadra, il 10 settembre, che una delle priorità della sua agenda sarà proprio l’avvio di buone relazioni e forti collaborazioni con i Paesi della regione balcanica. 

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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