Albania: scoperta rete iraniana, stava pianificando attentati

Pubblicato il 23 ottobre 2019 alle 19:06 in Albania Iran

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La polizia albanese ha rivelato di aver individuato una rete paramilitare iraniana che stava pianificando attentati in Albania.

Nello specifico, le autorità hanno reso noto, mercoledì 23 ottobre, di aver identificato diversi membri del Corpo delle Guardie della Rivoluzione iraniana che avevano avviato una “cellula attiva terroristica” in Albania per colpire i militanti di Mujahedin-e Khalq (MEK) attivi su suolo albanese. Le forze di sicurezza, tuttavia, non hanno rivelato i dettagli degli attentati pianificati dai Guardiani della Rivoluzione, né ha reso noto se l’identificazione dei membri dell’organizzazione ha condotto la polizia albanese ad arrestare alcuni individui.

Stando alle ricostruzioni della polizia albanese, la “cellula terroristica attiva” era guidata da alti funzionari della sicurezza iraniani direttamente da Teheran. La cellula, inoltre, ha reso noto la polizia, aveva legami con la criminalità organizzata turca e aveva raccolto informazioni da un ex militante del MEK attivo in Albania.

Non è la prima volta, sostiene il capo della polizia albanese, Ardi Veliu, che gli agenti del governo iraniano tentano di compiere attentati in Albania. Al contrario, la polizia di Tirana aveva sventato, nello scorso mese di 22 Marzo, durante la ricorrenza del Sultan Nevruz, un attentato contro il MEK.

In tale contesto, nel 2018 l’Albania aveva espulso l’ambasciatore iraniano e un secondo diplomatico di Teheran con l’accusa di condurre azioni illecite in grado di minare alla sicurezza del Paese balcanico.

Secondo quanto ricostruito da Associated Press, Mujehedin-e-Klaq è una organizzazione che fino al 2012 è stata designata terroristica dal Dipartimento di Stato americano, ed  ancora oggi rimane bandita in Iran. Stando ai dati riportati, circa 2.500 membri del MEK sono giunti in Albania dall’Iraq nel 2014.

Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica è un organo militare istituito in Iran dopo la rivoluzione islamica del 1979. Il gruppo è nato come milizia influenzata dalla fede ideologica verso la Guida suprema dell’Iran, detto anche guida spirituale, a cui i Guardiani hanno giurato assoluta fedeltà. Negli anni, l’organo dapprima solo militare ha ampliato il suo potere all’interno dello Stato, arrivando ad occuparsi principalmente della sicurezza nazionale. Nello specifico, i Guardiani hanno compiti in materia di sicurezza interna, controllo delle frontiere, attività di polizia e delle operazioni missilistiche. A oggi, l’organo dispone di circa 120.000 uomini suddivisi in forze di terra, aeree e navali, e controlla anche alcune milizie volontarie chiamate basiji, in cui si arruolano i più giovani.

I Guardiani della Rivoluzione sono stati criticati in seguito alle accuse dell’organizzazione umanitaria Human Rights Watch. Secondo tale organizzazione, il corpo delle guardie della rivoluzione islamica iraniano ha reclutato bambini afghani dell’età di 14 anni, emigrati dal proprio Paese natale in Iran, con l’intento di farli combattere in Siria, a sostegno delle milizie delle forze del regime di Bashar Al-Assad, nella guerra civile iniziata il 15 marzo 2011 e tuttora in corso.

Lo scorso 8 aprile, inoltre, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione iraniane erano state designate organizzazione terroristica dal Dipartimento di Stato americano, come già anticipato pochi giorni prima da alti funzionari americani. Gli Stati Uniti avevano già proscritto decine di individui e organismi per via dei loro legami con le Guardie della Rivoluzione iraniane, ma mai propriamente il Corpo militare in quanto tale. Nel 2007, il Dipartimento del Tesoro americano aveva tacciato le  Quds Force, l’unità dei Guardiani della Rivoluzione incaricata di condurre operazioni all’estero, di “supporto al terrorismo”, descrivendola come “il braccio principale della formazione per l’esecuzione della politica di sostegno ai gruppi terroristici e insurrezionali”.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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