Cina-USA: progressi nei colloqui per la fine della guerra commerciale

Pubblicato il 22 ottobre 2019 alle 17:31 in Cina USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Cina e gli Stati Uniti stanno facendo progressi per la risoluzione della disputa commerciale, secondo quanto riferito dal viceministro degli Esteri cinese, Le Yucheng

Nessun Paese può prosperare senza collaborare con le altre nazioni, ha affermato Le Yucheng al Forum Xiangshan di Pechino. Tale evento è particolarmente importante per la Cina, che lo definisce una risposta all’annuale forum sulla sicurezza di Singapore. “Il mondo vuole che la Cina e gli Stati Uniti mettano fine alla loro guerra commerciale”, ha affermato. I due Paesi stanno lavorando per risolvere la disputa commerciale e gli Stati Uniti hanno annunciato di aver raggiunto un accordo di “fase 1” con la Cina, oltre ad aver concordato la sospensione dell’aumento delle tariffe, che era previsto per ottobre.

“Finché ci rispettiamo l’un l’altro e cerchiamo una cooperazione egualitaria, non ci sono disaccordi che non possono essere risolti tra Cina e Stati Uniti”, ha dichiarato Le. “Ciò che la Cina vuole è offrire una vita migliore al popolo cinese. Non vogliamo prendere nulla da nessun altro”, ha aggiunto. La Cina e gli Stati Uniti hanno realizzato molto grazie alla cooperazione nel corso degli anni, ha affermato Le. “Perché dovremmo buttare via i risultati di tale cooperazione?”. Tuttavia, il viceministro ha anche avvertito che la Cina non potrebbe mai minare i propri interessi fondamentali e non permetterà ad altri Paesi di fare lo stesso.

“Nessuno dovrebbe aspettarsi che la Cina mandi giù le amare conseguenze dell’andare contro i propri interessi, sia in terra sia in mare, che si tratti di Taiwan, Hong Kong, Xinjiang o Tibet”, ha aggiunto. Il ministero degli Esteri cinese ha accusato i legislatori statunitensi di avere “intenzioni sinistre” di minare la stabilità a Hong Kong. Le mobilitazioni ad Hong Kong sono iniziate il 31 marzo e sono strettamente collegate al rapporto dell’esecutivo della città con la Cina continentale. I leader delle proteste hanno cercato il supporto internazionale contro l’ingerenza cinese nella città semi-autonoma.  Il 15 settembre, i manifestanti avevano chiesto anche a Londra di dialogare con la Cina, per costringere Pechino a onorare la Dichiarazione congiunta sino-britannica del 1984, che stabiliva le condizioni per il ritorno di Hong Kong in Cina, nel 1997. In base all’accordo sottoscritto dalle Nazioni Unite, Hong Kong è una città cinese in un quadro noto come “un Paese, due sistemi” che garantisce una serie di libertà alla zona che non sono garantite nella Cina continentale.

La guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti è cominciata il 23 marzo 2018, quando Washington ha imposto dazi del 25% e del 10% sulle importazioni rispettivamente di acciaio e alluminio. Tale decisione ha direttamente colpito la Cina. Lo stesso giorno, Trump ha annunciato un piano di tariffe e sanzioni commerciali sui beni importati per un valore stimato intorno ai 60 miliardi di dollari. Pechino ha risposto il giorno seguente, annunciando tasse nei confronti di 128 prodotti americani per un valore di 3 miliardi di dollari. Il 6 luglio 2018 gli Usa hanno imposto dazi addizionali del 25% su altri prodotti cinesi, per un valore di altri 34 miliardi di dollari, dando avvio, secondo Pechino, alla “più grande guerra commerciale della storia economica”.

Un’ulteriore trance di tariffe è stata implementata da entrambi i Paesi alla mezzanotte del 23 agosto 2018, tariffe del 25% su beni dal valore complessivo di altri 16 miliardi di dollari. Le tariffe americane si applicavano a 279 categorie di prodotti cinesi, inclusi prodotti chimici, attrezzature ferroviarie, materie plastiche e semiconduttori. Quelle cinesi, invece, sono dirette contro 333 categorie di prodotti americani, tra cui carbone, rame, prodotti in acciaio, combustibili e attrezzature mediche. Oggi dopo più di un anno di guerra commerciale, i dazi americani sono arrivati a colpire quasi la totalità dei prodotti cinesi esportati negli Stati Uniti.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.