Bolivia: Morales a un passo dalla vittoria, l’opposizione non riconosce il risultato

Pubblicato il 22 ottobre 2019 alle 9:21 in America Latina Bolivia

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Il risultato provvisorio delle elezioni generali in Bolivia darebbe Evo Morales a un passo da una vittoria al primo turno. Il sistema di conteggio rapido, chiamato TREP o Trasmissione dei risultati elettorali preliminari, è stato interrotto per quasi un giorno dalla scorsa notte, con quasi l’84% delle votazioni verificate, quando i dati mostravano uno scenario di secondo turno tra il presidente fermo al 45% e il suo principale avversario, l’ex presidente Carlos Mesa, poco oltre il 38%. Con il 95% dei voti scrutinati, tuttavia, i dati sono leggermente cambiati e il presidente uscente, leader del Movimento al socialismo (MAS), eviterebbe il ballottaggio per un soffio, otterrebbe infatti il vantaggio di oltre 10 punti richiesto dalla legge elettorale per poco più di un decimo: 46,86% contro 36,72%.

La lentezza nello scrutinio “rapido” degli ultimi voti ha causato polemiche e accuse di brogli elettorali. 

Carlos Mesa ha già assicurato che non riconoscerà questo risultato, che definisce una “scandalosa frode”, mentre il conteggio dei voti tradizionale, non quello rapido insomma, procede lentamente, e non presenta dati significativamente diversi da quello scenario di ballottaggio inizialmente previsto. Lo scrutinio procede in un clima di caos e sospetto che ha innalzato la tensione nel paese andino

Durante il giorno di lunedì ci sono state proteste che hanno portato a scontri e ad episodi di violenza nelle principali città. A La Paz, militanti MAS e simpatizzanti dell’opposizione si sono radunati alle porte dell’hotel dove è installato il centro di calcolo nazionale, dove la polizia ha lanciato bombe a gas lacrimogeno contro i manifestanti.

La missione dell’Organizzazione degli Stati americani (OAS) che guida l’osservazione internazionale in queste elezioni ha criticato lo sviluppo del processo. Ha condannato l’interruzione del controllo rapido e ha espressp “profonda preoccupazione e sorpresa per il cambiamento di tendenza”. Il capo della missione, l’ex ministro degli esteri del Costa Rica, Manuel González Sanz, è comparso dopo le nove di sera e ha letto una dichiarazione in cui sollecitava l’autorità competente “a difendere la volontà dei cittadini boliviani con la stretta aderenza alla Costituzione e alle sue leggi complementari”. 

Sicuro della vittoria al primo turno Morales ha dichiarato che aspetterà “l’ultimo voto” per “proseguire con la nostra opera di progresso”, mentre Mesa ha incontrato i rappresentanti della missione internazionale per ribadire che “il ballottaggio è un fatto”. 

I ministri degli Esteri e della Comunicazione, Diego Pary e Manuel Canelas, hanno lanciato un appello alla calma, sottolineando che i dati sono “troppo stretti” per indicare sin d’ora un risultato, per cui sarà necessario “aspettare lo scrutinio di tutti i voti” e in ogni caso il risultato sarà “questione di poche decine di voti”.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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