Ministro della Difesa di Pechino invoca la “riunificazione” della Cina

Pubblicato il 21 ottobre 2019 alle 16:51 in Asia Cina

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Il ministro della Difesa cinese,  Wei Fenghe, ha affermato che la violenza non potrà impedire la “riunificazione” del Paese e che la “questione di Taiwan” è centrale nell’interesse cinese.

I movimenti separatisti sono condannati al fallimento, secondo quanto ha dichiarato il ministro della Difesa di Pechino, in occasione dell’apertura del Xiangshan Forum, il 21 ottobre. “La Cina è l’unico grande Paese al mondo che deve ancora essere riunificato completamente”, ha dichiarato Wei. “Risolvere la questione di Taiwan per realizzare la piena riunificazione della Cina è quello a cui tendiamo in questi tempi, il più grande interesse nazionale della Cina, il giusto cammino da seguire e il desiderio di tutto il popolo cinese”, ha aggiunto. “Nessuno e nessuna forza potrà mai fermare la piena riunificazione della Cina. Siamo impegnati a promuovere lo sviluppo delle relazioni con Taiwan e la riunificazione pacifica del Paese”, ha affermato Wei. “Tuttavia, non permetteremo mai ai separatisti di Taiwan di farsi strada, né consentiremo interferenze da parte di forze esterne. L’avanzamento della riunificazione della Cina è una causa giusta, mentre le attività separatiste sono destinate al fallimento”.

Taiwan viene considerata dalla Cina una provincia con parziale autonomia, ma l’isola gode, di fatto di un governo indipendente che si autodefinisce Repubblica di Cina (ROC) in continuità con la prima repubblica fondata sul continente cinese nel 1911 dal Partito Nazionalista Cinese (Guomindang), giunto a Taipei alla fine della guerra civile cinese nel 1949. Nello stesso anno, a Pechino veniva fondata la Repubblica Popolare Cinese che si autodefinisce unico governo legittimo di tutto il popolo cinese e chiede a tutti i Paesi con cui istituisce rapporti diplomatici di accettare il principio “una Sola Cina” che disconosce la legittimità e l’esistenza del governo di Taiwan. Negli ultimi quasi 70 anni, i rapporti tra Pechino e Taipei sono stati sempre tesi, con momenti in cui la tensione è salita alle stelle seguiti da altri di lieve distensione, a seconda delle diverse amministrazioni salite al potere a Taipei, ma caratterizzati da forti legami dal punto di vista commerciale. Dal 2016, a governare l’isola è il Partito Democratico Progressista, favorevole all’indipendenza e all’autonomia da Pechino.

Sempre in occasione dell’apertura del Xiangshan Forum, il ministro della Difesa cinese ha sottolineato la posizione di Pechino sulle questioni che riguardano la disputa nel Mar Cinese Meridionale. “Le isole del Mar Cinese Meridionale e le isole Diaoyu sono parti inalienabili del territorio cinese. Non permetteremo che un centimetro di territorio che i nostri antenati ci hanno lasciato sia portato via”, ha dichiarato Wei. Nel frattempo, il primo ministro vietnamita, Nguyen Xuan Phuc, ha accusato Pechino di complicare la situazione nel Mar Cinese Meridionale e ha promesso che il governo di Hanoi non farà mai alcuna concessione territoriale. “La situazione nel Mar Cinese Meridionale è diventata sempre più complicata di recente”, ha sottolineato Phuc, di fronte a quasi 500 deputati dell’Assemblea nazionale. “Ciò è dovuto a gravi violazioni nelle acque vietnamite”, ha aggiunto. 

Il Mar Cinese Meridionale è un’area fortemente contesa tra gli Stati del Sud-Est asiatico. Cina e Taiwan la rivendicano in toto, mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei solo parzialmente. Le rotte presenti generano scambi commerciali dal valore di circa 5.000 miliardi di dollari all’anno e sono ricche di giacimenti minerari. Se Pechino continua a ribadire la sua sovranità sulle acque per motivazioni storiche, gli Stati Uniti presidiano la zona per garantire la libertà di navigazione e per difendere i propri interessi commerciali. In tale contesto, la Cina ammonisce spesso gli Stati Uniti e i loro alleati per le operazioni navali che svolgono nell’area, e a sua volta viene accusata di dispiegare navi da guerra, armare avamposti e speronare le navi da pesca.   

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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