Iniziano le elezioni in Canada: sfida all’ultimo voto per Trudeau

Pubblicato il 21 ottobre 2019 alle 17:46 in USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I canadesi si stanno recando alle urne, lunedì 21 ottobre, per votare la composizione del nuovo Parlamento del Paese. Il primo ministro uscente, Justin Trudeau, ha perso molti consensi, negli ultimi mesi, a seguito di una serie di scandali e fallimenti diplomatici. 

Dopo aver vinto una forte maggioranza nel 2015, Trudeau spera in un secondo mandato, ma i sondaggi indicano che il suo partito liberale e i conservatori di Andrew Scheer si affronteranno in un testa a testa. Ci sono cinque principali partiti a livello federale, in Canada. Il partito liberale in carica, guidato dal primo ministro Trudeau; il partito conservatore, guidato da Scheer; il New Democratic Party (NDP) guidato da Jagmeet Singh; il Partito Verde guidato da Elizabeth May; e il blocco Quebecois, guidato da Yves-Francois Blanchet. Il Partito popolare canadese, guidato dall’ex parlamentare conservatore, Maxime Bernier, si presenta alle elezioni quest’anno per la prima volta.

Il partito di estrema destra “non è stato in grado di lasciare il segno durante questa campagna e l’unica speranza realistica di guadagnare un seggio sta in Maxime Bernier”, secondo quanto riferito da CBC News. Invece, il New Democratic Party (NDP) e il Blocco Quebecois sono cresciuti notevolmente e rischiano di rubare più seggi del previsto ai due principali partiti. Il Parlamento canadese ha 338 seggi e il partito che vince la maggioranza di tali seggi, con un minimo di 170, forma un governo di maggioranza. Tuttavia, secondo i sondaggi nessun partito è vicino a raggiungere tale obiettivo e si prevede la necessità di un governo di coalizione. 

Negli ultimi 40 giorni, i leader dei principali partiti hanno attraversato il Paese per confrontarsi con gli elettori, concentrandosi nelle regioni in cui il sostegno potrebbe oscillare a loro favore. Il Paese presenta numerose fratture a seconda dei luoghi. Le zone contese sono il Quebec, l’Ontario e la Columbia Britannica. I liberali hanno dimostrato di avere una forte presa su Toronto nel 2015, conquistando ogni distretto in quella che è stata soprannominata la “marea rossa”. Tuttavia, l’attuale situazione potrebbe essere ben diversa. 

Nelle ultime 24 ore, i leader politici si sono ritrovati a Vancouver, dove hanno effettuato gli eventi finali delle campagne elettorali. Domenica 20 ottobre, visitando un campo di battaglia a Vancouver, Trudeau ha incitato la popolazione a recarsi alle urne. “È sempre importante che le persone escano e votino. Abbiamo una grande democrazia e dobbiamo assicurarci di parteciparvi”, ha affermato. Nel frattempo, il suo principale competitor, il conservatore Andrew Scheer ha detto agli elettori: “Vogliamo che i canadesi mandino parlamentari conservatori a Ottawa in modo da poter iniziare il lavoro per annullare il danno che Justin Trudeau ha causato, per tornare a bilanci equilibrati, per abbassare le tasse e aiutare i canadesi ad andare avanti”.

Scheer aveva annunciato che avrebbe promosso un’indagine giudiziaria nei confronti di Trudeau, per lo scandalo della SNC-Lavalin. Al centro della questione c’erano le pressioni fatte da Trudeau e da altri membri del governo canadese sull’allora procuratrice generale Jody Wilson-Raybould, che ricopriva il ruolo sia di ministro della Giustizia sia di rappresentante della pubblica accusa. Il premier avrebbe insistito affinché la Raybould favorisse in un processo la SNC-Lavalin, società del Quebec legata da vecchi rapporti di amicizia con il partito liberale di Trudeau. L’indagine avviata dal commissario per l’Etica dell’assemblea legislativa canadese, Mario Dion, aveva concluso, il 18 agosto, che il leader dei liberali aveva infranto la legge canadese sul conflitto d’interesse, cercando di influenzare la procuratrice “in molti modi, sia direttamente sia attraverso i propri collaboratori”, ma, nonostante ciò, non ci sarebbero state conseguenze, almeno fino alle prossime elezioni.

Da parte sua, Trudeau si era preso tutta la responsabilità di ciò che era successo sostenendo che quello che aveva fatto era stato utile a evitare la perdita del posto di lavoro di numerosi dipendenti della società, in caso questa avesse perso il processo. In ogni caso, in Canada la legge sul conflitto d’interessi prevede che sia il primo ministro a decidere quali provvedimenti prendere contro chi la infrange. Trudeau, quindi, avrebbe dovuto decidere contro sé stesso. Tale scandalo è arrivato insieme ad una serie di accuse di razzismo, esplose in seguito alla diffusione di una foto dove il primo ministro appare mascherato in occasione di una festa a tema “arabian nights”, nel 2001, con la faccia interamente dipinta di nero. 

Le campagne dei due contendenti canadesi sono state macchiate da reciproche diffamazioni e accuse di populismo. Trudeau ha sparato il suo primo colpo sull’avversario giovedì 26 settembre, dicendo che la situazione di incertezza in cui si trovano gli Stati Uniti e la Gran Bretagna dovrebbe servire da monito agli elettori canadesi per resistere all’attrazione del populismo, di cui Scheer è allo stesso modo accusato. Inoltre, parlando nella provincia centrale di Ontario, il primo ministro ha detto che si impegnerà ad aumentare del 25% la superficie delle terre e degli oceani protetti in Canada, criticando il suo rivale per non aver fatto alcuna proposta sul clima e sull’ambiente.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.