Cile: violenze e saccheggi nonostante il coprifuoco

Pubblicato il 21 ottobre 2019 alle 7:20 in America Latina Cile

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I militari che hanno preso il controllo di Santiago del Cile nella notte tra il 18 e il 19 ottobre scorsi non sono riusciti a fermare le violente proteste in diverse aree della città. Le proteste, anzi, nel frattempo si sono diffuse in diverse regioni del paese. I saccheggi e le violenze, inizialmente concentrati a Santiago, dove erano state danneggiate 78 stazioni della metropolitana, si sono estesi a tutto il Cile. Il presidente Piñera, in un intervento televisivo la notte di domenica 20 ottobre, ha dichiarato “siamo in guerra”. Il capo dello stato ha parlato di un “nemico potente, disposto a ricorrere a una violenza senza limiti”. Dall’inizio delle proteste otto persone sono morte e oltre 800 sono state arrestate.

Ventuno ore dopo aver decretato lo stato di emergenza per la capitale, che limita i cittadini alla libertà di trasferimento e riunione per 15 giorni, il presidente Sebastián Piñera aveva annunciato che sospenderà l’aumento dei prezzi dei biglietti della metropolitana, allo scopo di ridurre le tensioni sociali che hanno travolto le autorità governative e i politici di tutti i partiti, senza tuttavia riuscire a placare le violenze.

Parallelamente, l’esercito ha ordinato un coprifuoco, per cui non si può circolare a Santiago del Cile senza permesso tra le dieci di sera e le sette del mattino. È la prima volta dal 1987, ai tempi della dittatura di Augusto Pinochet, che l’esercito prende il controllo della capitale del Cile. Nella notte di sabato 19 ottobre il coprifuoco è stato esteso a Valparaíso, principale porto del paese, mentre a Concepción, nel sud del Cile, è in vigore lo stato di emergenza, che limita i movimenti della popolazione. Il coprifuoco è stato esteso ad altre città domenica 20 ottobre, ma non ha sedato le proteste, che proseguono in diverse parti del paese. I manifestanti chiedono le dimissioni di Piñera e contestano l’intero sistema economico cileno. 

 “Tutti i cittadini hanno il diritto di manifestare pacificamente. Comprendo che hanno buone ragioni per farlo, ma nessuno ha il diritto di agire con la brutale violenza criminale di coloro che hanno distrutto, bruciato o danneggiato più di 78 stazioni della metropolitana di Santiago” – aveva detto Piñera sabato parlando dal palazzo della Moneda. Oltre ad annunciare la sospensione dell’aumento del prezzo metropolitana, che era passata da 800 a 830 pesos (da 1€ a 1,05€), il capo dello stato ha annunciato l’istituzione di un tavolo di dialogo “ampio e trasversale” per trovare risposte a “richieste assai sentite, come il costo della vita” della cittadinanza. “Ho ascoltato con umiltà e molta attenzione alla voce della gente e non avrò paura di continuare a farlo, perché è così che vengono costruite le democrazie” – ha aggiunto Piñera, che è rimasto nella sede del governo durante tutto il fine settimana.

Il malcontento esploso nel paese è difficilmente imputabile ai 30 pesos di aumento del biglietto della metropolitana di Santiago, quanto piuttosto all’alto costo della vita. L’istruzione pubblica, e ancor più quella privata eccessivamente costosa per la maggioranza della popolazione, i farmaci costano il 70% in più rispetto alla media della regione, con prezzi spesso superiori a quelli europei, tanto che secondo alcune stime 11 milioni di cileni, su una popolazione totale di 18 milioni, hanno contratto debiti per pagare istruzione o sanità. In questo contesto, negli ultimi mesi il Cile ha pagato in maniera particolare la guerra commerciale tra Washington e Pechino, suoi principali partner commerciali. Il prezzo dell’elettricità è aumentato del 10% rispetto allo scorso anno e la crescita economica, al 2,5%, è nettamente inferiore alle attese del governo. Dati economici che, nonostante il Cile sia il paese con l’economia più forte dell’America Latina, hanno frustrato le speranze della classe media, che dopo decenni di dinamismo economico sta pagando gli effetti di una lunga stagnazione.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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