Bolivia verso il ballottaggio

Pubblicato il 21 ottobre 2019 alle 7:49 in America Latina Bolivia

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I risultati provvisori delle elezioni generali in Bolivia indicano, per la prima volta, la necessità di un ballottaggio. Il voto, con quasi il 90% dei voti scrutinati, riflette un calo del sostegno a Evo Morales, primo presidente indigeno del paese, che governa dal 2006 e si è candidato a queste elezioni nonostante abbia perso un referendum sulla rielezione senza limiti di mandato. Il candidato del Movimento al socialismo (MAS) raggiunge, per il momento, il 45,28%, insufficiente a confermarsi sin dal primo turno, e, con i dati attuali, dovrebbe affrontare l’ex presidente Carlos Mesa nel secondo turno, previsto per il 15 dicembre. Il candidato della piattaforma Comunidad Ciudadana, leader più visibile di un’opposizione molto frammentata, ottiene, secondo i dati preliminari, il 38,16% dei voti, il 10% in più di quanto pronosticassero i sondaggi.

Mesa è apparso davanti ai suoi seguaci per affermare che “con assoluta certezza e assoluta sicurezza” dovrà affrontare Morales nel secondo turno. “Naturalmente abbiamo davanti a nnoi la strada per il trionfo finale e abbiamo ben chiaro che deve essere costruito sulla base dell’unità. Apriamo la strada a tutti gli elettori che hanno voluto scegliere un altro percorso diverso dal nostro al primo turno” ha continuato Mesa, alla guida della Bolivia tra il 2003 e il 2005. Il presidente uscente, al contrario, non dà per scontato l’esito e ha cercato di relativizzare i risultati parziali: “Aspetteremo fino all’ultimo controllo del voto nazionale per continuare con il nostro processo di cambiamento” – ha sottolineato Morales.  

Il Tribunale Supremo elettorale non ha aggiornato i dati da alcune ore, con il conteggio fermo all’83,85% dei voti espressi, tanto che l’Organizzazione degli Stati Americani ha chiesto “spiegazioni”. Il dato è stato poi aggiornato all’89,8% dei voti scrutinati. Sia Mesa che altri leader dell’opposizione nelle scorse settimane hanno ventilato l’ipotesi di brogli elettorali da parte del governo uscente. Tutti gli avversari di Morales considerano il Tribunale Supremo elettorale un “organo politico” e non un organo di garanzia, da quando, nonostante la costituzione vieti la rielezione per più di due mandati e un referendum popolare abbia confermato tale limite, ha accolto la candidatura di Morales per un terzo mandato (il quarto in totale, ma il primo è precedente all’entrata in vigore della Costituzione nel febbraio 2009). 

Anche se i risultati non sono definitivi, in vista del secondo turno l’opposizione si stringe attorno a Mesa. Óscar Ortiz, del Movimento Democratico Sociale, accreditato del 4,41% dei voti, è stato il primo a confermare il suo sostegno: “I boliviani hanno deciso che chi affronterà Evo Morales nel secondo turno è Carlos Mesa e sosterremo questa decisione senza riserve o condizioni”. Il pastore evangelico di origine coreana, Chi Hyung Chung, dei conservatori del Partito Democratico-Cristiano, che è arrivato terzo con l’8,8% dei voti, ha lasciato intendere che sosterrà Mesa al ballottaggio.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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