Balcani, Kosovo: “L’Europa ha dimenticato gli insegnamenti delle Guerre mondiali”

Pubblicato il 21 ottobre 2019 alle 18:16 in Balcani Europa Kosovo

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Il probabile futuro premier del Kosovo, Albin Kurti, ha condannato la decisione dell’Unione Europea di non avviare i negoziati formali per l’adesione di Albania e Macedonia del Nord.

È quanto emerso nel corso di un’intervista esclusiva rilasciata, lunedì 21 ottobre, al Guardian, il quale ha riportato la dura presa di posizione del vincitore delle elezioni del Kosovo, il quale ha criticato la decisione del presidente della Francia, Emmanuel Macron, di bloccare l’allargamento dell’Unione a Tirana e Skopje. Per spiegare tale decisione, Parigi aveva dichiarato, in occasione del vertice del Consiglio europeo del 18 ottobre, di ritenere che l’Europa stia già affrontando troppe sfide per consentire l’ingresso di due ulteriori Paesi dei Balcani, una regione ancora in via di recupero dopo le guerre degli anni Novanta e che ancora oggi combatte contro il crimine e la corruzione. In particolare, secondo Parigi, l’UE deve concentrarsi su quattro sfide: l’uscita del Regno Unito, la Cina, la Russia e il fenomeno migratorio.

La posizione di Macron non è stata ben accolta dai Paesi della regione balcanica, tutti orientati verso un futuro europeo. In tale contesto, nel corso dell’intervista al Guardian, il probabile futuro leader del Kosovo ha dichiarato che la decisione di Bruxelles è stata prova dell’abbandono da parte dei leader occidentali degli insegnamenti delle due guerre mondiali, visto che “l’Europa è stata creata per fornire una risposta al fascismo, ma ora scappa terrorizzata dai populisti e dal fascismo”.

La decisione di Bruxelles, inoltre, ha rivelato Kurti, è in grado di diminuire le possibilità che il Kosovo raggiunga un accordo con la Serbia, dato che Belgrado non è incentivata a dialogare con Pristina se si allontana la possibilità di entrare a far parte dell’UE.

Per tali ragioni, Kurti ha in seguito rivolto le proprie critiche al presidente francese e in particolare a quanto dichiarato in occasione del Consiglio europeo. Nello specifico, Kurti ha sottolineato come “non si possa sostenere di aver prima bisogno di riforme interne all’UE e poi di allargamento”, dato che “vanno di pari passo”. “L’Europa è un progetto talmente storico e importante che nessuno può dettarne gli indirizzi o assumerne il controllo”, ha dichiarato Kurti, rivolgendosi al presidente Macron.

L’ingresso dei Paesi della regione balcanica nel blocco comunitario è stato più volte incentivato dall’esecutivo europeo, ovvero la Commissione, il quale, secondo quanto ricostruito da Reuters, desidera che anche le altre repubbliche ex-Iugoslave entrino nell’Unione, al fine di scongiurare quella che viene percepita come la crescente affermazione e influenza di Cina e Russia.

Tale visione è stata condivisa anche dal probabile futuro premier del Kosovo, il quale ha dichiarato che “l’Europa è importante per i Balcani, ma i Balcani sono molto importanti per l’UE”.

Albin Kurti è il leader del principale partito di centro sinistra, anti-sistemico, nazionalista e filo-albanese del Kosovo, Vetevendosje, che significa auto-determinazione. Alle ultime elezioni parlamentari, le quali si sono tenute lo scorso 6 ottobre, Vetevendosje ha riscosso il 25.6% dei voti degli elettori, mentre la principale formazione politica di centro-Destra guidato dalla candidata premier, Vjosa Osmani, ha ricevuto circa il 25% dei consensi popolari. In terza posizione, il partito nazionalista e conservatore PDK, attualmente al governo, il quale si attesta intorno al 21% dei voti. A seguire, AAK, il partito del premier uscente, Ramush Haradinaj, in coalizione con il PSD, con l’11.6% dei voti, il partito di centro-destra SL, con il 6.7% dei consensi, e la coalizione composta da NISMA, AKR e PD-RE, al di sotto del 5%.

Secondo quanto riportato dal Guardian, Kurti è attualmente in trattativa con Osmani per la formazione del nuovo governo, il quale sarà composto almeno per il 30% da donne. Secondo quanto dichiarato da Kurti, l’accordo per la formazione del nuovo governo sarà raggiunto entro un mese e vedrà come priorità l’occupazione e la giustizia, e non la sigla di un accordo con la Serbia.

In riferimento alla Serbia, nel corso della sua intervista al Guardian, Kurti ha altresì rilasciato dichiarazioni in merito ai dazi imposti da Pristina sui beni importati da Belgrado. Tali sanzioni economiche, ha reso noto Kurti, non saranno revocate fino a quando la Serbia non adotterà misure simili per liberalizzare il commercio dei beni kosovari nel suo territorio. Belgrado, inoltre, ha commentato il probabile futuro premier, deve anche smettere di persuadere altri Stati a ritirare il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo. Nello specifico, ha dichiarato Kurti, “la Serbia ha bisogno di introspezione, deve concentrarsi sul suo passato e smettere di guardare il Kosovo e l’Albania in ottica militare”.

Da parte sua, Kurti ha rivelato di essere totalmente contrario allo scambio di territori con la Serbia, un’idea sorta nei mesi scorsi nel contesto delle trattative tra il presidente serbo, Aleksandar Vucic, e l’omologo kosovaro, Hashim Thaci.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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