Spagna: scontri a Barcellona, leader catalano chiede dialogo con Madrid

Pubblicato il 20 ottobre 2019 alle 6:00 in Europa Spagna

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Il capo regionale pro-indipendenza della Catalogna, Quim Torra, ha chiesto sabato colloqui con il governo centrale spagnolo per cercare di disinnescare i disordini scatenati dall’incarcerazione di alcuni leader separatisti.

Torra ha dichiarato ai giornalisti che la violenza di questa settimana non riflette la natura pacifica del  movimento di indipendenza Catalana. “Esortiamo il primo ministro ad interim del governo spagnolo a sedersi a un tavolo dei negoziati per parlare”, ha affermato. “La violenza non è mai stata e non sarà mai la nostra strada”, ha aggiunto.

Torra, che all’inizio di questa settimana ha dichiarato che la Catalogna dovrebbe tenere un nuovo voto sull’indipendenza entro due anni, ha ribadito sabato 19 ottobre che la volontà popolare sarà rispettata: “Andremo avanti fino a quando il popolo Catalano lo vorrà”. Il governo ad interim socialista di Madrid non ha immediatamente risposto alla richiesta di colloqui di Torra, ma il partito conservatore di opposizione People’s People (PP) ha respinto l’idea. “Non è il momento di chiedere il dialogo, è il momento di far rispettare la legge e la Costituzione”, ha affermato il PP Pablo Casado. “Quando una minoranza violenta attacca le infrastrutture critiche dello stato non è il momento di chiedere silenzio, ma di chiedere ordine”.

Il sindaco di Barcellona Ada Colau, che non sostiene il movimento secessionista, ha dichiarato che Barcellona “non merita ciò che stiamo vivendo”, aggiungendo che parte della pavimentazione stradale è stata danneggiata e centinaia di bidoni della spazzatura di plastica sono stati bruciati nei disordini.

A causa dei danni tre strade della città sono rimaste chiuse sabato, con alcuni visitatori stranieri che sono stati colti di sorpresa dal caos e sono rimasti scioccati da ciò che hanno visto.

Venerdì 18 ottobre Barcellona ha sofferto la peggior notte di disordini degli ultimi decenni, quando  giovani mascherati hanno bloccato le strade con bidoni della spazzatura ardenti e lanciato pietre contro le forze di sicurezza, che hanno risposto sparando ripetuti colpi di granate fumogene e gas lacrimogeni. Il gruppo di giovani radicali Arran ha chiesto una nuova dimostrazione alle 18:00. (1600 GMT) contro la “violenza della polizia” e per chiedere la “libertà di tutti i prigionieri politici”. La polizia ha affermato di temere nuovi scontri e ha consigliato ai negozianti nel centro della città di chiudere durante la protesta.

La Catalogna è una regione semi-autonoma con circa 7,5 milioni di abitanti che hanno una loro lingua, parlamento e bandiera. È la regione più ricca della Spagna e Barcellona è la seconda città più grande del paese, attirando milioni di turisti ogni anno. L’indipendenza è una questione altamente controversa in Catalogna, con un sondaggio a luglio che mostra il sostegno alla secessione al suo livello più basso in due anni, con il 48,3% della popolazione contraria e il 44% a favore.

La polizia ha dichiarato di aver arrestato 54 persone venerdì, il quinto giorno di scontri che sono stati scatenati dalla Corte Suprema spagnola che ha sentenzianto lunghe pene detentive a nove leader Catalani che hanno organizzato un referendum vietato sull’indipendenza nel 2017.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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