Siria: ritiro forze curde e americane

Pubblicato il 20 ottobre 2019 alle 12:17 in Siria USA e Canada

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Un ufficiale delle Syrian Democratic Forces (SDF) ha reso noto che, quando la Turchia cesserà l’assedio, le loro unità indietreggeranno di 30 km dal confine in conformità con l’accordo mediato da Washington con Ankara. In tale contesto, il Segretario alla Difesa USA, Mark Esper, ha confermato che le quasi 1.000 unità americane che si stanno ritirando dalla Siria settentrionale verranno reallocate nell’ovest dell’Iraq per proseguire la campagna militare contro l’Isis.

Redur Khalil, importante funzionario curdo siriano membro delle SDF, ha chiarito che, una volta che Ankara avrà permesso l’evacuazione dei rimanenti miliziani e civili da Ras al-Ain, villaggio occupato nel nord-est della Siria, le unità delle Syrian Democratic Forces inizieranno la ritirata dall’area di confine. Senza ulteriori ritardi, l’operazione da agenda sarebbe iniziata già nella giornata di domenica 20 ottobre. Tuttavia, solo se Ankara si atterrà allo stop delle offensive, le SDF proseguiranno poi a indietreggiare ancora di altri 120 km.

E’ la prima volta che le forze curde ammettono pubblicamente che si ritireranno dalla zona di confine con la Turchia, e spiegano di coordinarsi in questo con le truppe statunitensi. Khalil ha aggiunto che una parziale evacuazione era già avvenuta sabato da Ras al-Ain. “Il ritiro degli Stati Uniti continua dal nord-est della Siria. Si parla di settimane, non giorni”, ha spiegato Esper ai giornalisti.

Le truppe americane si aggiungeranno alle oltre 5.000 unità statunitensi già presenti in Iraq e impregnate ad addestrare le milizie del Paese contro la minaccia di una risorgenza dello Stato Islamico.

Già sabato 19 ottobre, il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti aveva reso noto che le truppe americane non prenderanno parte al rinforzo della zona sicura nella Siria settentrionale, e che Washington continuerà a smobilitare la regione con un “ritiro deliberato” delle proprie forze.

La tregua, annunciata dal vicepresidente americano Mike Pence dopo i colloqui ad Ankara con Erdogan, prevede una pausa di cinque giorni per consentire alle forze democratiche siriane a guida curda (SDF) di ritirarsi dalla zona di sicurezza turca. L’accordo aveva lo scopo di mitigare una crisi che ha visto il presidente Donald Trump ordinare un affrettato e inaspettato ritiro degli Stati Uniti dalla zona, che secondo i suoi critici equivaleva ad abbandonare fedeli alleati curdi che hanno combattuto per anni a fianco delle truppe statunitensi contro lo Stato islamico dell’Iraq e il Levante (ISIS).

In questo contesto, la Turchia mira a stabilire una “zona sicura” di circa 32 km (20 miglia) in Siria. Erdogan ha dichiarato venerdì che proseguirà l’invasione per circa 440 km lungo il confine, anche se l’inviato speciale degli Stati Uniti per la Siria ha detto che l’accordo copre un’area più piccola in cui le forze turche e i loro alleati ribelli siriani stavano combattendo.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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