Siria: milizie curde uccidono soldato turco durante tregua

Pubblicato il 20 ottobre 2019 alle 11:14 in Siria Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un soldato turco è stato ucciso, e un altro ferito, durante un attacco scagliato dale milizie curde siriane delle YPG a Tel Abyad, nella Siria nord-orientale, nonostante sia in vigore un alt delle operazioni militari nella regione per permettere il ritiro delle truppe.

Attraverso un comunicato pubblicato domenica 20 ottobre, il Ministero della Difesa ha reso noto che  un attacco dell’YPG con armi anticarro e leggere ha colpito i soldati turchi che svolgevano una missione di ricognizione e sorveglianza a Tel Abyad domenica. “La risposta immediata basata sul principio dell’autodifesa è stata data”, ha dichiarato il ministero. “Nonostante l’accordo sulla zona sicura con gli Stati Uniti … 20  violazioni dello stesso sono state commesse da terroristi del PKK / YPG”, ha aggiunto.

Il presidente Tayyip Erdogan ha avvertito sabato che l’offensiva sarebbe continuata e che la Turchia avrebbe “schiacciato i capi dei terroristi” se l’accordo non fosse stato pienamente rispettato, mentre la Turchia ha insistito sul fatto che Washington ha il dovere di garantire il ritiro dell’YPG. Sabato 19 ottobre, il ministero della Difesa della Turchia ha dichiarato che stava monitorando attentamente il ritiro dell’YPG e che era in stretto contatto con i funzionari degli Stati Uniti sulla questione e per fornire informazioni logistiche.

Erdogan ha concordato giovedì nei colloqui con il vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence una pausa di cinque giorni nell’offensiva per concedere il tempo ai combattenti curdi di ritirarsi da una “zona sicura” che la Turchia intende estendere nella Siria nord-orientale vicino al suo confine. Sabato la tregua si è mantenuta lungo il confine, con solo alcuni veicoli militari turchi che hanno attraversato l’area, ha commentato un reporter sulla scena. Ma l’attacco di domenica ha sottolineato quanto sia fragile l’accordo.

Venerdì 18 ottobre, la milizia curda ha accusato la Turchia di aver violato la pausa di cinque giorni bombardando aree civili nel nord-est e la città di confine di Ras al Ain. Sabato, un alto ufficiale turco ha respinto le accuse, affermando che si trattava di un tentativo di sabotare l’accordo tra Ankara e Washington e che la Turchia ha pienamente rispettato la breve tregua.

Venerdì Erdogan ha anche affermato che la Turchia avrebbe istituito una dozzina di posti di osservazione in tutta la Siria nord-orientale e che avrebbe tenuto colloqui con il presidente russo Vladimir Putin su quali passi intraprendere riguardo alla “zona sicura” la prossima settimana.

La Turchia mira a stabilire una “zona sicura” di circa 32 km (20 miglia) in Siria. Erdogan ha dichiarato venerdì che proseguirà l’invasione per circa 440 km lungo il confine, anche se l’inviato speciale degli Stati Uniti per la Siria ha detto che l’accordo copre un’area più piccola in cui le forze turche e i loro alleati ribelli siriani stavano combattendo.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.