Libano: 4 ministri si dimettono dopo terzo giorno di proteste

Pubblicato il 20 ottobre 2019 alle 14:10 in Libano Medio Oriente

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Un partito cristiano libanese ha annunciato di aver lasciato il governo dopo un terzo giorno di proteste in tutto il paese contro aumenti delle tasse e presunte corruzioni di ufficiali.

Dopo che sabato 19 ottobre, per il terzo giorno, in decine di migliaia si sono riversati nelle strade del Paese in protesta, 4 ministri membri del partito Forze Libanesi, alleato tradizionale del premier, Saad Hariri, hanno annunciato le loro dimissioni. “Siamo convinti che il governo non sia in grado di prendere le misure necessarie per salvare la situazione”, ha dichiarato Samir Geagea, capo del partito.

Hariri ha dato tempo alla sua coalizione, profondamente divisa, fino a lunedì sera per impegnarsi in un pacchetto di riforme volto a sostenere le finanze del governo e garantire l’erogazione dell’assistenza economica, promessa da donatori internazionali, disperatamente necessaria. I manifestanti nella piazza Riad al-Solh di Beirut, a due passi dalla sede del governo, hanno celebrato la notizia delle dimissioni. Ma presto hanno iniziato a cantare per chiedere ulteriori dimissioni: “Il primo colpo è andato, dov’è il secondo?”. Il ministro del Lavoro Camille Abousleiman, uno dei quattro a lasciare il governo, dopo la decisione ha dichiarato di aver “perso la fiducia nella capacità del governo di attuare cambiamenti e affrontare il problema”.

Sabato scorso 19 ottobre, nel centro di Beirut, l’atmosfera era ardente e festosa, con manifestanti di tutte le età che sventolavano bandiere e cantavano per la rivoluzione davanti ai negozi di lusso e alle banche che erano state devastate dai rivoltosi la notte prima. Il numero di manifestanti è cresciuto costantemente durante il giorno, con importanti manifestazioni nella seconda città più grande del paese, Tripoli, nel nord e in altre località. I dimostranti chiedono una profonda revisione del sistema politico libanese, rivendicando cambiamenti che vanno dalle misure di austerità alle scarse infrastrutture.

Nel tentativo di placare i manifestanti, il ministro delle finanze libanese ha annunciato a seguito di un incontro con Hariri di aver concordato un bilancio finale che non includeva tasse aggiuntive. Il presidente libanese Michel Aoun ha dichiarato in un tweet che ci sarà una “soluzione rassicurante” alla crisi economica

In un discorso televisivo riguardante le proteste di sabato, il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah ha dichiarato che il gruppo era contrario alle dimissioni del governo e che il paese non ha avuto abbastanza tempo per una tale mossa a causa della grave crisi finanziaria. “Tutti noi dobbiamo assumerci la responsabilità della situazione attuale a cui siamo arrivati”, ha affermato Nasrallah, il cui gruppo sciita appoggiato dall’Iran è il più influente del Libano. Il leader di Hezbollah ha affermato di riconoscere che le proteste erano “oneste e spontanee”, ma ha anche avvertito che il suo gruppo pesantemente armato e potente, che ha sostenuto l’ascesa al potere del presidente, non ne avrebbe permesso la sua caduta.

Sabato sera, migliaia di persone si sono nuovamente riunite nella piazza Riyad al-Solh, nel centro di Beirut, nonostante le forze di sicurezza abbiano usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere simili folle il giorno prima. Le forze di sicurezza interna hanno riferito che 70 arresti sono stati fatti venerdì con l’accusa di furto e incendio doloso. Ma tutti quelli detenuti nelle principali caserme della polizia sono stati rilasciati sabato, ha riferito la National News Agency (NNA).

Il Libano è uno dei paesi con il più alto debito pubblico al mondo e il governo sta cercando di raggiungere un accordo su un pacchetto di misure di inasprimento dell’economia per limitare il disavanzo nel bilancio del prossimo anno. Le mosse di austerità promesse sono essenziali se il Libano intende sbloccare 11 miliardi di dollari di assistenza economica promessa da donatori internazionali l’anno scorso. La crescita è precipitata negli ultimi anni, con lo stallo politico aggravato dall’impatto di otto anni di guerra nella vicina Siria. Il debito pubblico del Libano ammonta a circa 86 miliardi di dollari – oltre il 150% del prodotto interno lordo, secondo il ministero delle Finanze.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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