UK: Parlamento vota accordo Brexit con l’UE

Pubblicato il 19 ottobre 2019 alle 15:50 in Europa UK

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Il Parlamento britannico, sabato 19 ottobre, sta votando un accordo sulla Brexit tra il premier inglese, Boris Johnson, e l’Unione Europea.

La House of Commons, composta da 650 seggi, è nel pieno della cosiddetta sessione del “Super Saturday”, con la quale ci si aspetta un esito sull’accordo rivisto tra il primo ministro inglese e i membri dell’UE per far uscire il Regno Unito dal blocco. Tuttavia, i rivali politici di Johnson hanno aggiunto una clausola che rischia di far uscire i deputati dalla Camera senza un voto definitive, causando un nuovo ritardo nel processo della Brexit. Laddove dovesse passare, l’amendamento in questione, portato avanti dal conservatore Oliver Letwin e supportato da un’alleanza pluripartitica di deputati all’opposizione, costringerebbe Johnson a richiedere un’estensione della Brexit entro la sera di sabato 19 ottobre.

Letwin sostiene che lo scopo dell’emendamento è quello di evitare che l’UK lasci l’UE il 31 ottobre prossimo senza un accordo, qualora le leggi che regolino la Brexit non siano ancora state fissate entro tale data. Il conservatore ha parlato, sabato, al Parlamento spiegando di sostenere l’accordo del premier, ma aggiungendo che non è responsabile, da parte di Johnson, minacciare il popolo britannico di scegliere tra la sua opzione di Brexit o l’ipotesi di uscire dal blocco senza alcun accordo.

Il Partito laburista, principale fazione all’opposizione, sosterrà la proposta di Letwin di astenersi dal prestare supporto al premier finché la legislazione in materia non sia stata formalmente ratificata dal Parlamento.

La battaglia sulla Brexit ha raggiunto anche le strade delle città, in particolare della capitale Londra, dove nella giornata migliaia di cittadini si sono riuniti per chiedere a gran voce un nuovo referendum sul futuro dell’UK. Manifestanti sventolavano bandiere dell’Unione Europea rivendicando uno stop al processo di uscita dall’UE.

Nel mattino di sabato, in apertura della sessione speciale, Johnson ha annunciato che è tempo di “andare Avanti e costruire una nuova relazione” con l’Europa, aggiungendo che un ennesimo rinvio non farebbe altro che provocare nuove dinamiche “inutili, costose e corrosive” per il Paese.

L’ex premier inglese, Theresa May, è stata costretta a dare le dimissioni a luglio 2019 dopo che il Parlamento nazionale ha respinto più volte la sua proposta di accordo sulla Brexit con l’UE. Nello scenario controverso e delicato, si avvicina sempre di più la scadenza prevista dal Regno Unito per lasciare il blocco, da agenda fissata al prossimo 31 ottobre.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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