Israele: Netanyahu si unisce alla destra ultraconservatrice e mette all’angolo Gantz

Pubblicato il 19 ottobre 2019 alle 7:03 in Israele Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I leader della destra e dei partiti ultraortodossi israeliani si sono riuniti intorno all’attuale primo ministro Benjamin Netanyahu firmando con lui un accordo che assicura il loro sostegno al premier e rende più difficile per il suo rivale, Benny Gantz, riuscire a formare un governo di minoranza. “Se, Dio non voglia, un governo di minoranza presterà giuramento con il supporto della Joint List o parte di essa, non ci uniremo a questo governo in nessun momento, voteremo contro di esso e ci impegneremo in tutti i modi per abbatterlo”, recita il testo dell’accordo.

Tale unione ufficiale della destra arriva dopo un lungo stallo nei negoziati, cominciati subito dopo le elezioni del 17 settembre, che hanno visto il partito Blue and White di Gantz ottenere il maggior numero di seggi (56), ma rimanere bloccato perché incapace di formare una coalizione di maggioranza. D’altra parte, neanche il Likud, il partito di Netanyahu, che aveva guadagnato 55 seggi alle elezioni di settembre, è riuscito a individuare durante questo mese un chiaro percorso verso una coalizione in grado di poter governare. L’attuale premier, tuttavia, gode di maggior sostegno a livello parlamentare rispetto al suo rivale e, per questo, il presidente israeliano Reuven Rivlin lo ha investito dell’incarico di formare il nuovo governo. L’annuncio era giunto il 23 settembre dopo il fallimento dei colloqui volti a formare un governo di unità tra il partito Likud e quello centrista guidato da Gantz. Da quel momento, Netanyahu ha avuto 28 giorni per formare un nuovo esecutivo, con un’eventuale possibilità di proroga di 14 giorni. A questo punto, se il premier non riuscirà a formare una coalizione entro la prossima settimana, il presidente Rivlin passerà il mandato a Gantz.

Il timore di Netanyahu è quello che Gantz possa formare un governo di minoranza con il partito di Avigdor Lieberman, Yisrael Beytenu, e con il sostegno esterno della Joint List, a maggioranza palestinese e terzo partito della Knesset. Alle elezioni del 17 settembre, Yisrael Beytenu aveva ottenuto 9 seggi, mentre la Joint Arab List 12. Lieberman, ex ministro della Difesa, non ha negato la possibilità di un accordo con Gantz ma ha sicuramente rifiutato l’ipotesi di appoggiare un esecutivo ultra-ortodosso come intende Netanyahu. La proposta del leader di Yisrael Beytenu, ormai sempre più improbabile, era quella di formare un governo d’unità insieme al Likud e al Blue and White.

Netanyahu potrebbe chiedere le primarie all’interno del suo partito per dimostrare che i suoi seguaci lo sostengono nella lotta per formare una nuova coalizione governativa, come aveva annunciato all’inizio di ottobre. Gantz e il Blue and White, invece, hanno suggerito ai membri del Likud di abbandonare il loro leader di vecchia data e di favorire il nuovo candidato di centro per costituire un governo di unità. Finora i segnali di membri del partito di Netanyahu disposti ad abbandonare il loro leader sono stati scarsi, ma non si esclude che qualche dissidente interno possa essere incline a farlo.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.