Francia: sventato attentato terroristico, era ispirato all’11 settembre

Pubblicato il 18 ottobre 2019 alle 12:50 in Europa Francia

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Il ministro dell’Interno francese, Christophe Castaner, ha annunciato, nella serata di giovedì 17 ottobre, che la Francia ha sventato un attentato terroristico ispirato all’11 settembre.

Nello specifico, nel corso di una intervista a Frace-2 television, e ripresa dal quotidiano The Independent, Castaner ha dichiarato che “un individuo che voleva ispirarsi all’11 settembre e agli aerei che hanno distrutto le Torri gemelle del World Trade Center è stato fermato dai servizi”.

Il sospetto terrorista, secondo quanto reso noto, è stato individuato e arrestato, il 26 settembre scorso, mentre “stava pianificando” l’attentato. In particolare, stando a quanto rivelato dal giornale Le Parisien, al momento dell’arresto, il sospetto terrorista era impegnato a reperire l’arma con cui avrebbe in seguito dirottato un aereo.

Il ministro dell’Interno non ha fornito ulteriori dettagli in merito al soggetto in custodia dei servizi segreti. Tuttavia, nel corso dell’intervista, Castaner ha rivelato che l’arresto del 26 settembre rappresenta il 60esimo attentato sventato dall’intelligence francese a partire dal 2013.

Successivamente, in un tweet sul suo profilo Twitter, Castaner ha aggiunto che in Francia “ogni settimana” vi sono arresti di individui sospettati di terrorismo. “I nostri servizi di intelligence lavorano quotidianamente per la nostra protezione. Voglio rendergli omaggio e ribadirgli, ancora una volta, la mia gratitudine”, ha commentato Castaner.

Secondo quanto ricostruito dal The Independent, negli ultimi 4 anni sono stati 230 le morti causate dal terrorismo islamico in Francia. Lo scorso 7 ottobre, a tale riguardo, il quotidiano francese France 24, aveva sottolineato che la Francia risulta particolarmente impegnata nel contrasto allo Stato Islamico dopo essere stata teatro di numerosi attacchi negli ultimi anni. Stando a quanto diffuso dal Country Report on Terrorism del Dipartimento di Stato americano del 2017, la minaccia terroristica nel Paese rimane alta, soprattutto in virtù degli attentati di piccola scala di cui il Paese è stato teatro nel corso del 2017. Tale considerazione sulla minaccia terroristica nel Paese, ha sottolineato Reuters, è stata anche confermata da alcuni funzionari francesi.

Secondo le stime del Soufan Group, inoltre, al maggio 2015 circa 1.700 cittadini francesi risultavano partiti per unirsi allo Stato Islamico in Siria e in Iraq.

I foreign fighters francesi, in particolare, sono un elemento di preoccupazione per l’intelligence di Parigi, dal momento che risultano essere in centinaia i combattenti francesi al momento in detenzione presso le prigioni controllate dalle milizie curde. Per tale ragione, il ministro delle Forze Armate della Francia, Florence Parly, aveva dichiarato, lo scorso 7 ottobre, che l’offensiva turca contro i curdi, che al momento della dichiarazione non era ancora stata avviata, avrebbe potuto ridurre il livello di sicurezza delle prigioni dove sono detenuti i militanti dell’ISIS, lasciando spazio al ritorno dell’insorgenza dello Stato Islamico.

La Francia è un membro fondatore del Global Counterterrorism Forum ed è stata molto attiva nell’ambito della Coalizione Internazionale che bombarda l’ISIS in Siria e in Iraq. Parigi risulta inoltre attiva in operazioni antiterrorismo in Libia, Mali, nella regione del Sahel e nella regione del Lago Ciad.

Ad occuparsi internamente della sorveglianza dei sospetti terroristi è il Direttorato di intelligence della prefettura francese, ovvero la Direction du Renseignement de la préfecture de police de Paris (DR-PP), fondata il 27 giugno 2008. La DR-PP svolge, principalmente quattro funzioni. In primo luogo, previene il terrorismo. Il direttorato si occupa altresì di contribuire all’ordine pubblico, di contrastare l’immigrazione clandestina e di raccogliere informazioni operative.

Il focus principale delle sue azioni, in ogni caso, rimane “il contrasto agli estremismi potenzialmente violenti e al terrorismo, in particolare la radicalizzazione islamica”. In tale ambito, le indagini del direttorato “sono principalmente finalizzate a sventare la pianificazione di attentati e a smantellare le reti di instradamento dei giovani verso le aree di conflitto”. A rientrare nei controlli del DR-PP, anche “gli aspetti logistici e finanziari” di gruppi o individui a supporto del terrorismo, oltre che “il proselitismo a favore del jihad portato avanti da alcuni soggetti”.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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