Austria: condannato imam, reclutava terroristi per l’ISIS

Pubblicato il 18 ottobre 2019 alle 15:14 in Austria Siria

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In Austria, il tribunale di Graz, nell’area sudorientale del Paese, ha condannato un imam a 7 anni di reclusione per essere a capo di un gruppo religioso che reclutava giovani combattenti per lo Stato Islamico.

È quanto reso noto, venerdì 18 ottobre, da Al Arabiya English, il quale ha altresì aggiunto che, insieme all’imam, sono stati condannati anche altri 3 uomini, rispettivamente a 6 anni, 5 anni, e 5 mesi, per avere legami con lo Stato Islamico in Siria.

Nel processo erano coinvolti anche altri 2 individui, i quali però sono stati dichiarati innocenti.

I 5 uomini erano tutti nati in Turchia ed erano membri dell’organizzazione fondata dall’imam, 47enne, che da parte sua ha negato le accuse che lo vedono responsabile di reclutare giovani membri dello Stato Islamico. Come l’imam, anche gli altri 3 individui condannati alla reclusione in carcere hanno dichiarato di essere innocenti.

Secondo quanto ricostruito da Al Arabiya English, non è la prima volta che in Austria le corti emettono simili sentenze. Già nel 2016, un predicante musulmano, conosciuto con lo pseudonimo di Ebu Tejma, era stato condannato a 20 anni di reclusione per essere al centro di un network di propaganda jihadista austriaco, colpevole di aver radicalizzato decine di giovani austriaci, di età compresa tra i 14 e i 30 anni.

L’Austria, sostiene Al Arabiya English, come altri Paesi europei, ha visto molti minori e giovani donne partire per la Siria e l’Iraq per unirsi all’ISIS. Nel mese di ottobre 2019, i curdi hanno restituito all’Austria due piccoli infanti orfani, la cui madre era una combattente dello Stato Islamico dal 2014, quando, appena 15enne, si era unita all’ISIS. In base a quanto dichiarato dalle autorità austriache, non si era mai verificato in precedenza un simile rimpatrio.

L’Austria è membro dell’Unione Europea dal 1995, ma non è un membro della NATO. Il Paese è particolarmente impegnato nella lotta al terrorismo e nel contrasto interno ed esterno all’estremismo violento.

Secondo il Global Terrorism Index del 2018, che attribuisce un indice da 0 a 10, dove 0 è il minimo e 10 è il massimo, a 163 Paesi al mondo in base all’impatto del terrorismo sui loro territori, l’Austria ha registrato un indice di 1.85, rientrando tra gli Stati minimamente colpiti dal terrorismo. Tuttavia, il Country Report on Terrorism del Dipartimento di Stato americano rende noto che secondo il servizio di intelligence del Paese, in austriaco il Bundesamt für Verfassungsschutz und Terrorismusbekämpfung (BVT), almeno 300 foreign fighters hanno tentato di partire dall’Austria per recarsi in Siria e in Iraq dal 2014. Dei 300 individui, le autorità austriache sono riuscite ad intercettarne 50, di cui 22 donne, riuscendo a impedire la loro partenza. Secondo la BVT, inoltre, circa 80 foreign fighters austriaci sono tornati nel Paese, mentre ammontano a circa 110 i terroristi che risultano intenti a fare rientro in Austria. Nelle carceri austriache, inoltre, sono detenuti, all’agosto 2017, 64 foreign fighters, di cui il 20% è di età compresa tra i 16 e i 21 anni.

In virtù di tali cifre, l’Austria ha regole all’avanguardia per il contrasto al terrorismo. Per fare qualche esempio, un giudice indipendente può autorizzare l’intercettazione di un individuo in caso di sospetti e nel Paese è vietato utilizzare e distribuire simboli riconducibili all’ISIS o ad Al-Qaeda.

Nell’ambito della cooperazione internazionale e regionale, l’Austria è un membro della coalizione internazionale a guida americana che bombarda l’ISIS in Siria e in Iraq e della Financial Action Task Force finalizzata al contrasto al finanziamento illecito del terrorismo.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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