Afghanistan: attentato mortale contro una moschea a Nangarhar

Pubblicato il 18 ottobre 2019 alle 15:40 in Afghanistan Asia

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Circa 60 persone sono state uccise e dozzine sono rimaste ferite nell’esplosione che ha colpito una moschea durante le preghiere di venerdì 18 ottobre, nell’Afghanistan orientale. 

L’esplosione, avvenuta nel distretto di Haska Mina della provincia di Nangarhar, ha ferito almeno 40 persone, secondo quanto riferito dal portavoce della polizia provinciale, Mubarez Attal. Nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità dell’attacco, che è avvenuto il giorno dopo che le Nazioni Unite avevano definito “inaccettabile” il livello di violenza raggiunto nel Paese. Le cifre riferiscono di 1.174 morti e 3.139 feriti dal 1° luglio al 30 settembre del 2019. Tale dato rappresenta un aumento del 42% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Circa il 41% delle vittime erano donne e bambini. Le Nazioni Unite hanno sottolineato le responsabilità dello Stato Islamico e dei talebani, sebbene abbia anche documentato un preoccupante aumento delle vittime causate dalle operazioni delle forze filo-governative. 

La situazione in Afghanistan è più che mai tesa, con violenze quasi quotidiane in tutto il Paese. Si tratta dell’ultima di una serie di violenze dalla fine dei colloqui di pace tra USA e talebani. Questi erano iniziati il 13 ottobre 2018 in Qatar con l’obiettivo di porre fine a 18 anni di guerra in Afghanistan e di concordare il ritiro statunitense dal Paese. Tuttavia, nonostante a settembre 2019 le due parti fossero molto vicine al raggiungimento di un accordo, i colloqui sono stati bruscamente interrotti. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha cancellato gli incontri con i leader dei talebani, che dovevano tenersi a Camp David, nel Maryland. Annunciando la cancellazione di tali discussioni, l’8 settembre, Trump ha citato l’attentato talebano a Kabul del 5 settembre, in cui 12 persone, tra cui un soldato USA, sono state uccise. 

L’Afghanistan è, da decenni, caratterizzato da profonda instabilità. Come evidenziato dal presidente, Ashraf Ghani, in occasione della cerimonia del centenario dall’Indipendenza del Paese dal Regno Unito, che si è tenuta il 19 agosto, al momento il Paese si trova a dover affrontare due principali minacce. La prima vede come protagonisti i talebani, mentre la seconda riguarda la presenza dell’ISIS sul territorio. Questi si sono recentemente installati nel Paese a seguito della fuga da altre regioni mediorientali. I talebani, invece, si sono affermati come gruppo dominante del Paese dopo il crollo dell’Unione Sovietica e, dalla fine di una guerra civile tra diversi gruppi locali. Nel 1996, hanno governato gran parte dell’Afghanistan. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per riprendere il controllo del governo.     

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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