Nuova notte di violenze in Catalogna

Pubblicato il 17 ottobre 2019 alle 9:18 in Europa Spagna

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Barcellona è tornata a vivere mercoledì 16 ottobre una notte di rivolte e gravi incidenti che, dopo la mezzanotte di giovedì 17, includevano l’incendio di una dozzina di macchine o il lancio di acido e di bottiglie molotov contro i Mossos e anche di razzi per fuochi d’artificio contro un elicottero della polizia. In centro città sono stati appiccati almeno 45 incendi, secondo il Comune di Barcellona, con il cuore della capitale catalana trasformato per il secondo giorno consecutivo in un campo di battaglia. C’erano meno persone, per la maggior parte giovani e giovanissimi, a fronteggiare gli agenti, ma i manifestanti erano più determinati e più violenti, secondo fonti della polizia locale.

Almeno 33 persone sono state arrestate e circa un centinaio assistite dai servizi medici, tra cui una trentina di agenti, secondo i dati resi noti dalle forze di polizia locale la mattina di giovedì 17 ottobre.

Gli incidenti sono iniziati dopo le nove di sera. Gruppi di giovani hanno lanciato bottiglie, lattine e altri oggetti contro i Mossos che sorvegliavano la sede dell’assessorato agli Affari Interni, che è diventato l’obiettivo principale delle frange più violente della protesta. Gli scontri sono avvenuti dopo la concentrazione convocata dai Comitati di Difesa della Repubblica (CDR) sulla Gran Vía, nel cuore della città. La manifestazione ha riunito circa 22.000 persone, secondo la Guardia urbana, che riporta che inizialmente hanno sfilato pacificamente. Le violenze sono iniziate quando alcuni dei manifestanti si sono spostati verso la sede degli Interni, all’incrocio tra Paseo de Sant Joan e Carrer de la Diputaciò. A quel punto, alcuni manifestanti hanno attaccato la recinzione che protegge la sede dell’assessorato. Poi sono iniziati lanci di carta igienica e grida che chiedevano le dimissioni dell’assessore, Miquel Buch, considerato responsabile della collaborazione della polizia locale catalana con le forze di sicurezza dello stato. I Mossos hanno caricato la folla usando anche i loro furgoni per fare pressione e spingere i manifestanti verso Plaça Tetuán e altri punti del quartiere dell’Eixample, dove, come nella notte precedente, i manifestanti hanno innalzato barricate e dato fuoco ad auto e cassonetti.

Jaume Collboni, primo vicesindaco di Barcellona e leader dei socialisti locali, stima in più di 50 incendi appiccati solo in quella zona dell’Eixample.

Fonti della polizia catalana hanno sottolineato che durante i disordini alcuni manifestanti hanno lanciato razzi per fuochi d’artificio contro uno degli elicotteri che sorvolavano l’area e hanno spiegato inoltre che gli agenti erano stati presi di mira con il lancio di grosse pietre, acido e bottiglie molotov.

Incidenti si sono verificati anche a Tarragona. In centro città un minorenne è rimasto gravemente ferito negli scontri tra i Mossos e i manifestanti e quattro persone sono state arrestate. Scontri, ma con violenze di minore entità, anche negli altri due capoluoghi di provincia catalani, Girona e Lleida.

Le proteste in Catalogna sono iniziate lunedì 14 ottobre dopo la sentenza che condanna l’ex vicepresidente Oriol Junqueras e altri otto leader indipendentisti a pene comprese tra i 9 e i 13 anni di carcere per sedizione e appropriazione indebita di fondi pubblici, reati correlati all’organizzazione del referendum sull’indipendenza del 1 ottobre 2017.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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