Lavrov: dialogo tra curdi e governo siriano dà risultati

Pubblicato il 17 ottobre 2019 alle 6:30 in Russia Siria Turchia

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Il dialogo tra le amministrazioni curde e il governo siriano sta già dando dei risultati, ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. “Sosteniamo che l’attuale situazione venga risolta attraverso il dialogo tra il governo [siriano] e le strutture locali curde, questo dialogo è già in corso e ha risultati concreti” – ha detto Lavrov ai giornalisti, commentando la situazione nel nord della Siria.

Da parte sua, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha affermato che la Russia rispetta il diritto della Turchia a garantire la propria sicurezza, ma allo stesso tempo spera che l’offensiva turca in Siria non oltrepassi gli obiettivi di autodifesa dichiarati da Ankara.

“Rispettiamo il diritto della Turchia di adottare le misure che considera opportune per garantire la propria sicurezza, ma speriamo che l’operazione sia proporzionata allo stesso obiettivo, quello di garantire la propria sicurezza” – ha affermato Peskov. Il portavoce del Cremlino ha espresso la speranza che “l’operazione non impedisca o danneggi il processo di soluzione politica” in Siria.

Lunedì 15 ottobre, l’inviato russo per la Siria, Aleksandr Lavrent’ev, ha confermato che la Russia ha agito come mediatore nei negoziati tra il governo siriano di Bashar al-Assad e i curdi ed ha affermato che si sono svolti presso la base russa di Khmeymim. Lavrent’ev, tuttavia, non ha rilasciato alcuna dichiarazione né sulla natura dei negoziati né sul contenuto degli stessi, affermando che il ruolo della Russia è stato “solo quello di mediatore” tra le parti. 

A seguito di questi negoziati l’esercito siriano ha iniziato a muovere verso nord, per stabilire una linea di fronte all’avanza turca e assumere il controllo delle aree a maggioranza curda. Questi i “risultati” di cui parla Sergej Lavrov. Diversi mezzi stampa riferiscono inoltre che Mosca abbia inviato le sue truppe di stanza in Siria a frapporsi tra l’esercito di Erdogan e quello di Assad, per evitare che si arrivi a uno scontro tra l’alleato siriano e i turchi, con cui la Russia non solo coopera per risolvere il conflitto nel paese mediorientale, ma ha anche importanti contratti militari, su tutti quello per il sistema missilistico S-400.

La Turchia ha iniziato il 9 ottobre un’offensiva nella Siria nord-orientale i cui obiettivi, secondo Ankara, sono allontanare le milizie curde dal confine turco e creare un’area sicura nel nord-est del paese arabo per accogliere le migliaia di rifugiati siriani che rimangono oggi in territorio turco. 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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