La “fase 1” degli accordi USA-Cina: tra progressi e crisi diplomatiche

Pubblicato il 17 ottobre 2019 alle 9:15 in Cina USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I negoziatori degli Stati Uniti e della Cina stanno lavorando alla “fase 1” di un accordo commerciale che i loro presidenti dovrebbero firmare a novembre. Tuttavia, tra scontri diplomatici e arresti internazionali, i due Paesi sembrano ancora lontani dalla fine degli scontri. 

Durante una conferenza stampa, il 16 ottobre, il segretario del Tesoro USA, Steven Mnuchin, ha dichiarato che non vi è stato alcun invito da parte di Pechino per un incontro di alto livello con il vicepremier cinese, Liu He, ma ci sono stati contatti telefonici. Mnuchin ha specificato che lui e Robert Lighthizer, il rappresentante commerciale degli Stati Uniti, hanno parlato al telefono con Liu e prevedono di incontrarsi a Santiago, in Cile. Tale colloquio si svolgerà prima di quello previsto per il 16 novembre tra il presidente USA, Donald Trump, e il presidente cinese, Xi Jinping, a margine del vertice dei Paesi della Cooperazione Economica Asia-Pacifico (APEC). Mnuchin ha affermato che “l’obiettivo” dell’amministrazione Trump è quello di firmare l’accordo commerciale in tale occasione.

L’esecutivo statunitense, tuttavia, non ha ancora deciso se congelare o meno l’applicazione di ulteriori tariffe al 10% su circa 156 miliardi di dollari di merci cinesi, che dovevano entrare in vigore il 16 ottobre, ma sono state rimandate al 15 dicembre. “Non siamo andati al presidente con alcuna raccomandazione o decisione, ovviamente eravamo tutti concentrati sulle tariffe di ottobre”, ha affermato Mnuchin. “Affronteremo il tema mentre continuiamo con i negoziati”, ha aggiunto. Il segretario del Tesoro ha poi dichiarato che il testo proposto durante la “fase 1” includerà un capitolo “piuttosto ampio” sulla protezione dei diritti di proprietà intellettuale degli Stati Uniti in Cina, ma solo una parte di un capitolo sarà dedicato a limitare il trasferimento forzato della tecnologia USA alle aziende cinesi.

Tuttavia, il clima tra Cina e Stati Uniti non sembra essere migliorato. Washington ha ordinato ai diplomatici cinesi di informare il Dipartimento di Stato prima di incontrare funzionari federali e locali statunitensi. Gli USA hanno sottolineato che tale decisione era fatta per garantire “reciprocità” di trattamento. Un alto funzionario del Dipartimento di Stato USA, parlando in condizione di anonimato, ha affermato che le nuove restrizioni, annunciate il 16 ottobre, arrivano in risposta a quelle imposte ai diplomatici statunitensi quando tentano di incontrare funzionari e accademici cinesi. “Sfortunatamente in Cina, i diplomatici statunitensi non hanno libero accesso a una serie di persone che sono importanti per il nostro lavoro lì”, ha dichiarato ai giornalisti. “Questo include funzionari a livello locale e provinciale, istituzioni accademiche, istituti di ricerca”, ha aggiunto. “Dobbiamo chiedere il permesso e tale permesso viene spesso negato”, ha poi sottolineato il funzionario.

La situazione tra i due Paesi era già abbastanza tesa dopo che il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha criticato Cina per il trattamento riservato alla minoranza cinese dei musulmani Uiguri, definendolo “un’enorme violazione dei diritti umani”. Non solo, 2 cittadini americani che gestiscono la China Horizons, un’impresa che assume insegnanti di inglese in Cina, sono stati arrestati. Secondo l’azienda, sarebbero stati trattenuti con accuse “fasulle” che comprenderebbero il traffico illegale di persone. Jacob Harlan, padre di cinque figli, e Alyssa Petersen sono stati prelevati nella provincia di Jiangsu intorno al 27 settembre, secondo quanto riferito dalla società. “Siamo a conoscenza della detenzione di 2 cittadini statunitensi a Jiangsu, in Cina, e delle accuse mosse contro di loro dal governo provinciale”, ha affermato un funzionario del Dipartimento di Stato USA. “Prendiamo sul serio la nostra responsabilità di assistere i cittadini statunitensi all’estero e stiamo monitorando la situazione”, ha aggiunto.

China Horizons ha scritto su Facebook che la coppia “viene accusata di crimini fasulli e le loro famiglie stanno lavorando per far loro ottenere avvocati internazionali per aiutarli a tornare a casa negli Stati Uniti”. Harlan, il fondatore di China Horizons, sarebbe a sua volta trattenuto in un hotel, sotto sorveglianza della polizia, nella città di Zhenjiang. Il funzionario del Dipartimento di Stato ha affermato che Petersen sta ricevendo “tutti i servizi consolari appropriati”. La polizia di Zhenjiang non ha voluto commentare tali eventi. La China Horizons ha annunciato che chiuderà alla fine di ottobre. “Sfortunatamente, a causa dei crescenti problemi politici ed economici tra Stati Uniti e Cina, non siamo più in grado di inviare insegnanti in Cina in modo sicuro”, ha scritto la società sulla propria pagina Facebook.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.