Il Kosovo ritira la domanda di ammissione all’Interpol

Pubblicato il 17 ottobre 2019 alle 17:45 in Kosovo Serbia

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A soli due giorni di distanza dalle nuove votazioni in sede di Assemblea Generale dell’Interpol, il primo ministro uscente del Kosovo, Ramush Haradinaj ha ritirato la domanda in merito all’ammissione di Pristina nell’Organizzazione.

È quanto rivelato, mercoledì 16 ottobre, dall’agenzia di stampa kosovara, RTK, la quale ha altresì specificato che il primo ministro ha annunciato di aver richiesto il posticipo del voto sull’ammissione del Kosovo quale nuovo membro dell’Interpol a causa delle “circostanze in atto”.

Più nel dettaglio, Haradinaj ha dichiarato che “date le circostanze e i suoi poteri da primo ministro in carica”, la richiesta inoltrata all’Interpol prevede “il posticipo del voto al prossimo anno”.

Ad aver specificato ulteriormente i motivi dietro la decisione di Haradinaj è stato il ministro degli Affari Esteri uscente, Behgjet Pacolli, il quale ha rivelato che Pristina temeva la mancata partecipazione all’Assemblea dell’Interpol da parte di 18 membri e di “alcuni Paesi africani che avevano riconosciuto” l’indipendenza di Pristina.

In virtù di tali assenze, e dato che “servono due terzi dei presenti” per approvare l’ingresso del Kosovo nell’Interpol, a votare su tale decisione sarebbero stati “un certo numero di Paesi che ancora non hanno riconosciuto l’indipendenza del Kosovo”.

In più, ha commentato Pacolli, a destare preoccupazione vi è la Serbia, “che non sta facendo pressioni contro l’ammissione del Kosovo soltanto con i Paesi che non lo hanno riconosciuto, ma anche con coloro che già lo hanno fatto”.

Da parte loro, sostiene RTK, i vertici della Serbia hanno accolto positivamente il ritiro della domanda di ammissione nell’Interpol da parte del Kosovo, ritenendola una vittoria per la diplomazia serba.  

Lo scorso 9 settembre, il ministro dell’Interno serbo, Nebojsa Stefanovic, aveva dichiarato che la Serbia aveva intenzione di continuare ad opporsi all’ingresso del Kosovo nell’Interpol. Tale dichiarazione aveva rappresentato un cambio di rotta rispetto all’apertura dimostrata fino a poco prima in merito al ripristino delle relazioni tra Pristina e Belgrado.

Il processo di dialogo tra Kosovo e Serbia era stato sospeso dopo che il Kosovo aveva imposto dazi sui beni importati dalla Serbia in virtù dell’ostruzionismo portato avanti da Belgrado in merito al possibile ingresso di Pristina nell’Interpol.  Nello specifico, la decisione di Pristina di imporre tariffe del 100% sui beni importati dalla Serbia era arrivata mercoledì 21 novembre 2018, ovvero il giorno dopo la votazione sull’ingresso del Kosovo nell’Interpol, tenutasi durante l’Assemblea Generale dell’organizzazione a Dubai. Il Kosovo aveva bisogno dei due terzi dei consensi a sostegno del suo ingresso, ma solo 68 Paesi avevano votato in suo favore, 51 si erano opposti e 16 si erano astenuti. In seguito al risultato, Haradinaj aveva espresso la sua profonda delusione e aveva accusato la Serbia di aver combattuto una feroce campagna contro l’adesione di Pristina all’Interpol.

La Serbia, inoltre, è stata più volte accusata di aver condotto una campagna contro il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo. Nello specifico, Belgrado era stata accusata di aver concesso, in cambio del ritiro del riconoscimento del Kosovo, l’esenzione del visto ai cittadini dei Paesi che procedevano con tale misura. Da parte sua, Belgrado aveva negato le accuse, rispondendo che “l’esenzione dal visto è un semplice simbolo di amicizia nei confronti di un Paese, nonché un segnale di reciproco rispetto”, nonché una decisione in linea con la “politica di apertura nei confronti del mondo” adottata da Belgrado.

Dal momento della sua indipendenza, il 17 febbraio 2008, al 27 luglio 2019, il Kosovo aveva ricevuto il riconoscimento della sua indipendenza da parte di 115 Paesi. Tuttavia, negli anni, 15 Paesi hanno revocato il riconoscimento del Kosovo, portando, al 17 agosto 2019, il totale a 100 Stati sui 193 delle Nazioni Unite. Il primo Stato ad aver ritirato il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo è stato il Suriname, il 27 ottobre 2017. In tale occasione, Dacic aveva reso noto che tale decisione era risultato di un lungo lavoro “e di molteplici conversazioni” tra i due Paesi.

Successivamente, hanno revocato il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo anche il Burundi, la Papua Nuova Guinea, il Lesotho, le Comore, la Dominica, il Grenada, le Isole Salomone, il Madagascar, la Repubblica di Palau, il Togo e la Repubblica Centrafricana.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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