Italia, Migranti: interrogazione parlamentare sull’aumento degli sbarchi

Pubblicato il 17 ottobre 2019 alle 19:45 in Immigrazione Italia

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Il ministro dell’Interno italiano, Luciana Lamorgese, ha risposto ai quesiti dei deputati del Parlamento in merito all’aumento degli sbarchi dei migranti sulle coste italiane e la redistribuzione dei richiedenti asilo in ambito europeo.

A renderlo noto è il Ministero dell’Interno, il quale ha altresì aggiunto che nel corso del question time, tenutosi nel pomeriggio del 16 ottobre, Lamorgese ha anche approfondito la situazione della gestione dei rifiuti nel comune di Roma e l’uso improprio da parte di terzi di simboli delle forze dell’ordine.

Per quanto concerne l’aumento degli sbarchi, il ministro dell’Interno ha risposto alla richiesta di spiegazioni ricevuta da parte del deputato del partito dell’ex capo del Viminale, Matteo Salvini, Gianluca Vinci, il quale ha citato i dati del Ministero dell’Interno in merito al numero di migranti sbarcati in Italia. Secondo le cifre del Viminale, ha sottolineato Vinci, il “numero di ingressi illegali via mare, a settembre 2019”, risulta “quasi triplicato rispetto allo stesso mese del 2018”, dal momento che sono “passati da 947 a 2.386”.

Di fronte a tali dati, Lamorgese ha avuto modo di riepilogare le iniziative in materia di immigrazione intraprese dal momento della sua assunzione dell’incarico.

La prima iniziativa in merito alla quale Lamorgese ha aggiornato i deputati italiani si colloca nel quadro del “rinnovato clima di solidarietà registrato a Malta alla fine di settembre”, considerato dal ministro “presupposto necessario per l’effettiva condivisione ed una vera e propria strategia europea di governo del fenomeno”.

Il 23 settembre, i ministri dell’Interno di Italia, Malta, Francia, Germania e Finlandia avevano siglato a Malta un accordo in materia di immigrazione. Nello specifico, secondo quanto annunciato al termine dell’incontro dal ministro dell’Interno italiano, Luciana Lamorgese, nel corso del summit a Malta i leader presenti avevano concordato quattro punti principali: l’obbligatorietà della redistribuzione dei migranti; l’impiego di “tempi rapidi”, ovvero circa 4 settimane, per i ricollocamenti e la redistribuzione; la registrazione dei migranti nel Paese di destinazione, che ne curerà anche i rimpatri; la rotazione volontaria dei porti di sbarco.

In merito all’accordo di Malta, Lamorgese ha dichiarato, nel corso dell’interrogazione parlamentare, di ritenere “un risultato importante aver coinvolto due Paesi grandi, quali la Francia e la Germania, ad un tavolo comune con l’Italia e Malta. È stata un’occasione preziosa per dialogare e per discutere di politiche migratorie, condividendo metodi ed obiettivi, nella prospettiva di pervenire ad un nuovo patto di solidarietà europeo”.

In riferimento allo sviluppo di un approccio europeo, Lamorgese ha informato di aver “avuto modo di illustrare questi temi al Consiglio affari interni della scorsa settimana in Lussemburgo” e che “a fronte di alcuni Stati europei che non hanno mostrato aperture”, “altri stanno maturando delle posizioni favorevoli”.

In risposta alle cifre riguardanti invece l’incremento degli sbarchi, il ministro dell’Interno ha dichiarato di non credere che “si possa parlare di una escalation degli sbarchi sulla base del dato citato dagli onorevoli interroganti relativo al solo mese di settembre. L’incremento numerico in effetti c’è stato ed è, se vogliamo, riconducibile anche all’ultimo mese di ottobre, ed è riconducibile all’aumento degli sbarchi autonomi, che non costituisce un fenomeno nuovo dal momento che, nel 2018, i migranti giunti con piccoli natanti sono stati circa 6 mila, mentre dall’inizio di quest’anno sono 6.800 con una tendenza all’incremento che ha cominciato a manifestarsi già nel mese di marzo”.

Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio al 14 ottobre 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 88.444, di cui 72.004 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 1041, di cui 660 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza, 315 nella rotta occidentale, la quale coinvolge Marocco e Algeria, e 66 nella rotta orientale, il cui principale porto di partenza è la Turchia. 

I Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno migratorio sono la Grecia, la Spagna, Cipro, l’Italia e Malta. In particolare, dall’1 gennaio al 14 ottobre 2019, sono giunti 46.808 migranti in Grecia, 23.854 in Spagna, 8.141 in Italia, 4.944 a Cipro e 2.911 a Malta. Paragonando i dati alle cifre totali riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 20.6%. 

Per quanto concerne gli arrivi in Italia, il Dipartimento per la Pubblica Sicurezza del Viminale rende noto che dall’1 gennaio al 17 ottobre 2019 sono sbarcati in Italia  8.838 migranti che, se paragonati alle cifre dello stesso periodo dell’anno precedente, rappresentano il 59,40% in meno. Coloro che sbarcano in Italia provengono principalmente dalla Tunisia, dal Pakistan, dalla Costa d’Avorio, dall’Algeria, dall’Iraq, dal Sudan, dal Bangladesh, dall’Iran, dalla Guinea e dal Marocco. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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