In Giordania la povertà esiste ancora

Pubblicato il 17 ottobre 2019 alle 13:02 in Giordania Medio Oriente

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La Giordania e la comunità internazionale celebrano, il 17 ottobre, la giornata della lotta alla povertà. Tuttavia, Amman continua ad essere allarmata di fronte ai 1.069 milioni di cittadini giordani che sono stati inseriti, dalle statistiche, nella fascia di povertà.

I dati provengono dal Dipartimento di statistica giordano, il quale ha condotto un’indagine sulle spese e sulle entrate delle famiglie del Paese nel periodo 2017-2018. Di fronte a tale scenario, il Supremo Consiglio per la Popolazione, un ente governativo giordano, ha affermato che, nonostante i risultati raggiunti nella lotta alla povertà e gli sforzi profusi a livello sia economico sia sociale, Amman ha davanti a sé ancora delle sfide da affrontare, che incidono sul tasso di povertà del Paese. In particolare, il divario nel livello di sviluppo dei diversi governatorati, l’aumento del tasso di disoccupazione, soprattutto fra i giovani, e la bassa partecipazione delle donne alla vita economica della Giordania.

Secondo i risultati del Dipartimento di statistica, il tasso di povertà della popolazione giordana ha raggiunto il 15,7%, pari a 1.069 milioni di cittadini. La percentuale di fame del Paese è, invece, dello 0.12 %. Ciò significa che 7.993 giordani soffrono la fame. A ciò si aggiungono i tassi del divario di povertà, pari a 3.5%, e l’indice di povertà estrema, pari a 1.2%.

Tuttavia, il Consiglio supremo ha affermato che la Giordania si sta adoperando per realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile per il 2030, stabiliti dalle Nazioni Unite, che comprendono altresì lo sradicamento della povertà. Secondo quanto affermato, il piano dell’Onu è in linea con la Vision 2025 della Giordania. Questa comprende una serie di strategie e iniziative in campo economico e sociale, basate sui principi di sostenibilità, istituzionalizzazione, eccellenza, competitività e meritocrazia.

Attraverso la propria Vision, Amman si impegna a farsi strada verso il futuro, definendo un quadro generale integrato e completo, che mira ad offrire opportunità per tutti. A tal proposito, la Giordania desidera rafforzare lo stato di diritto, le pari opportunità, la partecipazione nella formulazione di politiche, e realizzare una sostenibilità finanziaria ed il potenziamento istituzionale. Tuttavia, a detta del Consiglio supremo, per raggiungere questi obiettivi è necessario aumentare il livello delle infrastrutture, dell’istruzione e della sanità, adottando più misure che contribuiscano a lanciare un processo di sviluppo in molti settori. In questo modo sarà possibile raggiungere tassi di crescita elevati e sostenibili, ridurre i livelli di disoccupazione e di povertà e aumentare le percentuali di partecipazione economica, in particolare per donne e giovani.

Il Consiglio ha poi osservato che il governo ha adottato la prima strategia di riduzione della povertà nel 2002 e, in quell’anno, il sistema di pianificazione per lo sviluppo comprendeva una serie di strategie, per diversi settori, considerate strumenti volti ad attuare l’agenda nazionale. Tra queste, vi era la strategia nazionale per l’occupazione (2011-2020) e quella per porre fine alla povertà (2013- 2020).

Per il Consiglio, vi sono ancora sfide significative per la piena attuazione di una politica globale volta a ridurre la povertà in Giordania. In particolare, il Paese sta affrontando gli effetti della crisi economica globale che ha contribuito al declino degli investimenti diretti esteri e delle rimesse dei giordani che lavorano all’estero, oltre a limitare le opportunità di lavoro produttivo. Inoltre, Amman deve far fronte ad un elevato deficit fiscale, che ha ridotto le risorse finanziarie volte ad attuare programmi per la creazione di posti di lavoro e di protezione sociale.

Un’ulteriore sfida è rappresentata dai rifugiati siriani. Secondo i dati dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, al 30 giugno 2019 la Giordania ospitava 753.376 rifugiati, che, rapportati al totale della popolazione giordana, pari a 10.300.000 abitanti, ne rappresentano il 7,2%. Il fenomeno continua ad esercitare pressioni su diversi settori e servizi, nonché sulle risorse del Paese, di per sé non abbondanti. A tal proposito, vi sono stati costi e oneri aggiuntivi per l’istruzione, la sanità, le risorse idriche e altri servizi, influendo negativamente sulla qualità della vita del popolo giordano e sui piani di Amman per ridurre la povertà.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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