Catalogna: Torra propone nuovo referendum

Pubblicato il 17 ottobre 2019 alle 11:59 in Europa Spagna

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Il Parlamento catalano ha celebrato oggi, 17 ottobre, una sessione straordinaria in cui è intervenuto il presidente della Generalitat, Quim Torra, che ha presentato la sua tabella di marcia in risposta alla condanna nei confronti dei leader del processo indipendentista. Torra ha promesso che prima della fine della legislatura, i catalani eserciteranno nuovamente “il diritto all’autodeterminazione”, ignorando così gli avvertimenti della Corte costituzionale e ha assicurato che cercherà un grande accordo con entità e partiti in Catalogna per ottenere un’amnistia di quelle che ha definito “rappresaglie” dello stato contro l’indipendentismo.

“Farò di tutto affinché entro la fine di questa legislatura il diritto all’autodeterminazione sia esercitato nuovamente” – ha detto Torra. “Lo faremo di nuovo. Se per mettere le urne per l’autodeterminazione ci condannano a 100 anni, dovremo mettere ancora urne per l’autodeterminazione – ha continuato – Nessun tribunale impedirà a questo presidente della Catalogna di continuare ad aprire questi dibattiti”.

Dopo la terza notte di scontri in Catalogna, Torra ha criticato la richiesta di condannare la violenza, che ha affermato di aver sempre condannato. “Non vengano a chiedere nulla o a dare lezioni sulla violenza perché l’abbiamo sempre respinta. Ci sono alcuni gruppi in quest’Aula che non hanno condannato la violenza del 1 ottobre”, ha detto il presidente catalano, che ha avuto parole di supporto per le forze di sicurezza locali, cui tuttavia ha chiesto di essere “contenuti” nella gestione delle proteste. “Ci sono state immagini e situazioni che nessuno ha gradito. E se non facessimo un esercizio di revisione e riparazione, non faremmo alcun favore a un corpo di agenti che dedicano la propria vita a servirci” – ha aggiunto.

In una breve allocuzione nella notte tra mercoledì 16 e giovedì 17, Torra aveva attribuito le violenze a “provocatori e infiltrati” sottolineando la natura pacifica del movimento indipendentista e delle manifestazioni in corso in Catalogna. In precedenza lo stesso presidente catalano aveva preso parte a una marcia pacifica a Girona. 

Alla dichiarazione di Torra aveva risposto il premier spagnolo Pedro Sánchez, affermando che i manifestanti violenti sono “gruppi catalani organizzati” e non “provocatori e infiltrati”. Sánchez, che nel pomeriggio di mercoledì 16 ottobre aveva ricevuto i leader dei principali partiti per concordare la reazione dello stato alla situazione catalana, non ha tuttavia annunciato ancora nessuna misura concreta per far fronte alle proteste, limitandosi a ribadire che la risposta dello Stato spagnolo sarà “proporzionata e ferma”.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

 

di Redazione

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