Brexit, UE: Raggiunto l’accordo, non ci sarà un confine duro

Pubblicato il 17 ottobre 2019 alle 13:31 in Europa UK

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Commissione europea ha annunciato di aver raggiunto un nuovo accordo sulla Brexit con il Regno Unito. In base a quanto deciso, non vi sarà alcun confine duro sull’isola dell’Irlanda.

È quanto emerso dalla dichiarazione stampa rilasciata, giovedì 17 ottobre, dalla Commissione europea, la quale ha raccomandato al Consiglio europeo, il quale affronterà il tema della Brexit nel corso della giornata, di sostenere l’accordo raggiunto tra i due negoziatori, ovvero Michel Barnier, in rappresentanza dell’UE, e Steve Barclay, per la controparte inglese.

L’accordo, ha reso noto la Commissione, è il risultato degli “intensi negoziati” che vi sono stati negli ultimi giorni tra il Regno Unito e l’Unione Europea. A tale riguardo, il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, ha dichiarato che il nuovo accordo rappresenta “un giusto compromesso tra l’UE e il Regno Unito” e dimostra “l’impegno e la volontà di ambo le parti a fare ciò che rappresenta il meglio per i cittadini inglesi ed europei”.

A tale riguardo, il negoziatore capo dell’UE, Michel Barnier, ha dichiarato che le discussioni sono state “difficili negli ultimi giorni”, ma ciò nonostante le due parti “sono riuscite a trovare le soluzioni che rispettano a pieno l’integrità del mercato unico”. In particolare, quanto concordato rappresenta “una nuova soluzione, giuridicamente operativa, per evitare un confine duro sull’isola dell’Irlanda e proteggere la pace e la stabilità”. L’accordo, ha commentato Barnier, “è una soluzione che funziona sia per l’Unione Europea, sia per il Regno Unito, sia per i cittadini e le imprese dell’Irlanda del Nord”.

Nello specifico, secondo quanto rivelato dalla Commissione europea, il nuovo accordo è composto da due documenti principali. Il primo è l’Accordo di recesso, al quale è allegata una nuova versione del Protocollo sull’Irlanda e l’Irlanda del Nord. Il secondo documento, invece, consiste nella nuova dichiarazione politica in merito ai rapporti che vi saranno tra l’Unione Europea e il Regno Unito.  

La nuova versione del protocollo fornisce una soluzione giuridicamente operativa che risponde a tre obiettivi principali. In primo luogo, non vi sarà alcun confine duro sull’isola dell’Irlanda. L’accordo, inoltre, secondo quanto reso noto dalla Commissione, “protegge sia l’economia dell’intera isola, sia l’Accordo del Venerdì Santo in tutte le sue dimensioni”. Tale accordo era stato firmato da Regno Unito e Irlanda, a Belfast, il 10 aprile 1998 e tutt’ora regola il sistema di governo vigente in Irlanda del Nord. Infine, ha annunciato la Commissione, l’accordo “salvaguarda l’integrità del Mercato Unico”. In poche parole, come commentato dallo stesso esecutivo europeo, “la soluzione rispetta le condizioni uniche dell’isola dell’Irlanda con il fine di proteggere la pace e la stabilità”.

Per quanto riguarda le altre clausole dell’Accordo di recesso, ha reso noto la Commissione, queste “rimangono di fatto invariate” rispetto a quanto concordato lo scorso 14 novembre 2018.

Secondo quanto deciso, la Commissione europea ha rivelato che “l’Irlanda del Nord rimarrà allineata con un insieme di regole relative al mercato unico europeo, al fine di evitare che vi sia un confine duro”. In particolare, Belfast e Bruxelles rimarranno allineate in cinque ambiti: le leggi sui beni, le norme sanitarie per i controlli veterinari, le regole sulla produzione e vendita di beni agricoli, l’IVA e le accise sui beni e le regole sugli aiuti statali”.

Per quanto concerne le dogane, la condivisione del territorio doganale tra UE e Regno Unito, presente nell’accordo concordato nel novembre del 2018, è stata rimossa dal protocollo sull’Irlanda e l’Irlanda del Nord, “su richiesta dell’attuale governo inglese”. Da ciò deriva “la nuova soluzione” trovata dai negoziatori inglesi ed europei “per evitare un confine doganale sull’isola irlandese, assicurando allo stesso tempo che l’Irlanda del Nord faccia parte del territorio doganale del Regno Unito”. La “nuova soluzione” non prevede in ogni caso che vi siano controlli doganali al confine tra l’Irlanda e l’Irlanda del Nord.  

Infine, ha reso noto la Commissione, l’UE e il Regno Unito “hanno concordato di istituire un nuovo meccanismo del consenso, il quale darà ai membri dell’Assemblea dell’Irlanda del Nord l’ultima voce in capitolo sull’applicazione a lungo termine delle leggi europee” nella regione.

L’accordo di recesso raggiunto, ha commentato la Commissione, “porta certezze giuridiche là dove l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea creava incertezze: i diritti dei cittadini, l’inquadramento finanziario, il periodo di transizione che vi sarà almeno fino alla fine del 2020, la governance, i protocolli su Gibilterra e su Cipro, così come anche un insieme di altre problematiche dovute alla separazione”.

Il nuovo protocollo, inoltre, ha dichiarato Jucker, “protegge la pace e la stabilità sull’isola dell’Irlanda e protegge a pieno il nostro mercato unico”. Per tale ragione, il presidente della Commissione europea ha dichiarato di sperare di “poter portare l’accordo a compimento e fornire ai cittadini e alle imprese le certezze di cui hanno bisogno”.

Parallelamente, invece, per quanto riguarda la nuova Dichiarazione politica, la Commissione ha rivelato che “il principale cambiamento riguarda il futuro delle relazioni economiche tra l’UE e il Regno Unito, in merito a cui l’attuale governo inglese ha optato per un modello basato su un Accordo di libero scambio”. Tale accordo, ha reso noto l’esecutivo europeo, “prevede l’inesistenza di dazi e quote tra l’UE e il Regno Unito”.

Spetta ora al Consiglio europeo, il quale si riunirà il 17 e il 18 ottobre, approvare quanto concordato tra Bruxelles e Londra. Successivamente, per entrare in vigore, l’accordo dovrà essere ratificato dall’UE e dal Regno Unito. Per quanto riguarda l’Unione, il Consiglio dei ministri dell’Unione europea dovrà autorizzare la firma dell’Accordo di recesso, prima che questo venga inviato al Parlamento per approvazione. Parallelamente, il Regno Unito dovrà ratificarlo con il consenso del proprio Parlamento, all’interno del quale dovrà scontrarsi con l’opposizione, guidata da Jeremy Corbyn, il quale ha dichiarato di ritenere il nuovo accordo “peggiore di quello negoziato dall’ex premier Theresa May”, ripetutamente rigettato dai deputati inglesi.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.