Spagna: il governo “non esclude nulla” per far fronte alle violenze in Catalogna

Pubblicato il 16 ottobre 2019 alle 14:26 in Europa Spagna

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Il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, ha personalmente affrontato con il leader dell’opposizione popolare, Pablo Casado, il tema della risposta dello stato all’ondata di rivolte e proteste in Catalogna che si verificano in reazione alla sentenza sul procés, il processo indipendentista catalano. Questa mattina la Moncloa ha confermato che Sánchez avrebbe tenuto una serie di incontri bilaterali con i leader del Partito Popolare, di Ciudadanos e di Unidas Podemos.

Gli incontri si svolgono dopo gli incidenti della scorsa notte, conclusi con 51 arresti e oltre 100 feriti. Il dirigente socialista e premier in carica ha rilasciato una dichiarazione in cui per la prima volta ha avvertito in modo formale il governo catalano che il governo centrale interverrà direttamente nella comunità autonoma per garantire “la sicurezza e la convivenza civile”. Il primo vertice di Sánchez, con Casado, si è tenuto nella mattinata di oggi, 16 ottobre, vedrà nelle prossime ore Pablo Iglesias, leader di Podemos, alle 17:00 e Albert Rivera alle 19:00. Rivera ha già annunciato alla stampa che chiederà al premier l’applicazione dell’articolo 155 in Catalogna, la norma costituzionale che sospende l’autonomia locale.

Secondo fonti governative Sánchez ha trasmesso a Casado un “messaggio chiaro”: “Non si esclude alcuno scenario, tutto è pianificato e il governo agirà, se necessario, con fermezza, proporzionalità e unità”. Le stesse fonti indicano che il presidente ha espresso gratitudine per la disponibilità del leader dell’opposizione, che ha mostrato il suo “sostegno” all’azione del premier.

In una conferenza stampa immediatamente successiva al vertice Pablo Casado ha confermato il sostegno del PP, ma ha posto una serie di condizioni, su tutte la rottura di tutti i patti che il Partito Socialista ha con gli indipendentisti catalani nelle amministrazioni locali.

Per settimane il presidente del governo ha indicato il ricorso alla Legge sulla sicurezza nazionale e persino l’applicazione di un nuovo 155 come strumenti a sua disposizione per frenare le possibili conseguenze istituzionali, politiche e sociali che la sentenza della Corte suprema avrebbe potuto causare in Catalogna.

La legge sulla sicurezza nazionale consentirebbe a Pedro Sánchez di coordinare direttamente questa crisi, scavalcando l’amministrazione regionale. Sarebbe solo necessario approvare un Real Decreto e presentarlo rapidamente al Congresso dei deputati. Questa opzione ha iniziato a prendere forma ieri sera, ma prima della convocazione di uno sciopero generale in Catalogna per venerdì 18 ottobre.

Tuttavia, non vi è alcuna conferma dell’applicazione della legge sulla sicurezza nazionale da parte dell’esecutivo al di fuori delle allusioni che Sánchez ha fatto in diverse interviste e che il governo, in privato, ha lasciato intendere. Nelle ultime ore, sia la presidente del Congresso, Meritxell Batet , sia il ministro degli Interni Fernando Grande-Marlask , hanno negato che detta legge verrà utilizzata per controllare la situazione. L’argomento è che i Mossos d’Esquadra, i poliziotti dell’autonomia catalana, stanno collaborando con gli apparati statali e non è necessario un maggiore coordinamento.

La Moncloa ha ribadito oggi che gli incidenti vissuti ieri, 15 ottobre, in Catalogna non sono stati condotti da “un movimento pacifico”, ma “coordinati da gruppi che usano la violenza per rompere la convivenza”. A questa valutazione è stata aggiunto un appello affinché “l’indipendentismo condanni fermamente la violenza”.

“È evidente che non stiamo affrontando un movimento cittadino pacifico, ma coordinato da gruppi estremisti che usano la violenza nelle strade per rompere la convivenza civile in Catalogna” – ribadiscono fonti della Moncloa dopo il secondo giorno di proteste per le condanne dei leader indipendentisti, proteste sfociate in scontri, incidenti e incendi di auto e cassonetti a Barcellona e nelle principali città catalane. 

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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