Messico: indagini ad Andorra sulla cerchia dell’ex presidente Peña Nieto

Pubblicato il 16 ottobre 2019 alle 8:03 in America Latina Messico

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La magistratura di Andorra ha ordinato il sequestro di 76,5 milioni di euro a Juan Ramón Collado, avvocato dell’ex presidente messicano Enrique Peña Nieto, del Partito Istituzionale Rivoluzionario (PRI). L’avvocato è indagato nel paese dei Pirenei per associazione illecita e riciclaggio di denaro sporco, secondo un ordine del tribunale pubblicato dal quotidiano spagnolo El País.

Collado, noto in Messico come avvocato della difesa di politici e personaggi pubblici, è stato arrestato il 9 luglio. Da allora è in stato di carcere preventivo in una prigione messicana accusato di diversi reati

I sospetti degli investigatori di Andorra sono sorti dopo che l’avvocato ha trasferito 10,5 milioni di euro da Andorra su un conto della banca BBVA a Madrid sei giorni prima di essere arrestato a Città del Messico.

La fortuna di questo avvocato nel Principato, depositata nel Banca Privada d’Andorra (BPA), era stata congelata insieme a quella del resto dei clienti di questa entità nel marzo 2015, quando l’istituto finanziario fu chiuso a causa di presunte irregolarità. Successivamente, il giudice andorrano Canòlic Mingorance ha sequestrato i fondi di Collado per un presunto reato di riciclaggio di denaro.

L’inchiesta di Andorra era stata provvisoriamente archiviata nel 2018 dopo che la procura messicana, allora sotto il governo di Peña Nieto, aveva inviato sentenze della magistratura che assolvevano Collado. “Ne consegue che Collado ha entrate legittime. L’esercizio dell’azione criminale non è appropriato” – aveva dichiarato la rappresentante della procura generale del Messico Anahí Marcela Mendoza. La documentazione inviata dal Messico aveva costretto la giustizia del Principato a chiudere provvisoriamente il caso. Il motivo: non si può essere condannati per riciclaggio senza dimostrare l’origine illecita del denaro.

Il recente arresto in Messico di Collado per riciclaggio di denaro sporco ha tuttavia riaperto il caso e gli investigatori andorrani hanno ripreso le loro indagini. Il 31 luglio, il procuratore di Andorra ha chiesto la riapertura del procedimento e il sequestro immediato dei 76.540.582 euro che sono stati depositati nella banca Vallbanc per conto di quattro società olandesi prestanome dell’avvocato. Il procuratore generale di Andorra ha sostenuto che la detenzione dell’avvocato si basava su nuovi fatti che le autorità andorrane “non sapevano ancora” quando nel 2018 chiesero l’archiviazione, quindi non si può sostenere che si tratti di “cosa già giudicata” in Messico.

Un’indagine giornalistica aveva rivelato lo scorso luglio le manovre della procura messicana, sotto il governo di Peña Nieto, al fine di sbloccare i soldi di Collado e di altre figure importanti del PRI, tra cui il governatore dello Stato di Messico, Alfredo Mazo, e archiviare il caso ad Andorra. Quando la fortuna dell’avvocato fu sequestrata, lo stesso Collado chiese formalmente al procuratore del suo paese di indagare sull’origine del suo denaro e questi decretò “il non esercizio dell’azione criminale”. In questo modo, il caso è già stato processato e non è stato possibile esaminarlo nuovamente. Per questa ragione la giustizia andorrana sostiene ora che la detenzione di Collado fa emergere nuovi fatti che non erano noti prima.

Il caso Collado fa sorgere sospetti sull’amministrazione Peña Nieto e su un eventuale ruolo diretto o indiretto dell’ex presidente del Messico in operazioni fiscali poco chiare. Già a luglio, quando Collado fu arrestato, Peña Nieto dovette dichiarare pubblicamente che non ha mai avuto conti segreti ad Andorra.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.