Kashmir: Pakistan denuncia gli attacchi “ingiustificati” dell’India

Pubblicato il 16 ottobre 2019 alle 17:47 in India Pakistan

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Almeno 3 civili, tra cui 2 bambini, sono stati uccisi e altri 8 sono rimasti feriti dal fuoco indiano “non provocato” nella contesa regione del Kashmir, secondo quanto ha riferito il Ministero degli Esteri del Pakistan.

L’incidente è avvenuto martedì 16 ottobre sul lato pakistano della Linea di Controllo (LoC) che divide la regione. Mohammed Faisal, portavoce del Ministero degli Esteri pakistano, ha affermato che il vice commissario indiano, Gaurav Ahluwalia, è stato chiamato per condannare le “violazioni ingiustificate del cessate il fuoco”. “Le forze di occupazione indiane lungo il LoC e il confine operativo hanno continuamente preso di mira le aree popolate da civili con fuoco di artiglieria, mortai di grosso calibro e armi automatiche”, afferma la dichiarazione. Donne e bambini sono rimasti feriti, ha aggiunto. I funzionari pakistani hanno dichiarato che le loro truppe hanno risposto al fuoco, ma non è chiaro se ci siano state vittime dalla parte indiana. Da parte sua, Nuova Delhi non ha commentato l’accaduto. 

Separatamente, mercoledì 16 ottobre, 3 combattenti sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza indiane nella parte del Kashmir amministrato dall’India. “Tre terroristi sono stati uccisi e i corpi sono stati recuperati dal luogo dell’incontro”, ha dichiarato la polizia di Jammu e Kashmir in una nota. “È stato recuperato materiale incriminante, comprese armi e munizioni”, si legge nel documento. La tensione nella regione è aumentata notevolmente a seguito degli accadimenti della scorsa estate. Il 5 agosto, il governo indiano ha abolito lo status speciale della contesa regione indiana del Kashmir, per ragioni legate alla sicurezza del Paese. A seguito della rimozione dell’autonomia, Nuova Delhi ha imposto un coprifuoco e blocco di internet e delle comunicazioni in tutta l’area. 

Il gruppo per la tutela dei diritti umani, Amnesty International, ha affermato che la situazione in Kashmir è “senza precedenti” nella recente storia della regione. Secondo l’organizzazione le detenzioni e la repressione del dissenso hanno contribuito a “diffondere paura e alienazione” nella regione. “Il blackout della comunicazione, il blocco della sicurezza e la detenzione dei leader politici nella regione hanno peggiorato le cose”, ha affermato Aakar Patel, capo di Amnesty International India. In tale contesto, il ministro degli Esteri pakistano, Shah Mehmood Qureshi, ha parlato di fronte alle alle Nazioni Unite, martedì 10 settembre, sottolineando che “l’occupazione militare illegale” dell’India in Kashmir rischia di trasformarsi in “genocidio”. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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