Italia: Conte a Tirana per ribadire il sostegno all’Albania

Pubblicato il 16 ottobre 2019 alle 18:12 in Albania Italia

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Il presidente del consiglio italiano, Giuseppe Conte, si è recato, martedì 15 ottobre, per la prima volta, in visita di Stato ufficiale in Albania, dove ha incontrato l’omologo albanese, Edi Rama, e il Capo di Stato, Ilir Meta.

A renderlo noto è il sito del governo italiano, il quale ha altresì diffuso le dichiarazioni stampa rilasciate da Conte e dall’omologo albanese al termine del loro incontro.

Secondo quanto dichiarato dal premier albanese, la visita di Conte “ha sottolineato l’amicizia tradizionale e allo stesso tempo la volontà di approfondire ulteriormente la collaborazione straordinaria e già eccellente tra i due Paesi”, in materia del quale “si può fare molto di più”.

Parallelamente, ha aggiunto Rama, la visita di Conte “arriva nel quadro di una settimana particolarmente importante per l’UE e l’Albania stessa”, in vista dell’incontro del Consiglio europeo durante il quale “verrà discussa, tra le altre cose, “anche l’apertura dei negoziati di adesione di Albania e Macedonia del Nord”.

In tale ambito, Rama ha riconosciuto “la vicinanza del premier Conte e del governo italiano, che in piena coerenza con la linea della politica estera italiana, e in continuità con il livello di collaborazione esistente, non si è tirata indietro e non ha avuto dubbi sul sostegno all’integrazione europea di Albania, Macedonia del Nord e di tutta la regione”.

A tale riguardo, Conte ha rivelato di aver “confermato al premier Rama che l’Italia sostiene l’apertura dei negoziati di adesione all’UE” e di voler “personalmente” rappresentare “questa posizione e difenderla con massima convinzione” in sede di Consiglio europeo.

Ciò è stato confermato, a detta di Conte, ma come già aveva evidenziato Rama, dal fatto che il premier italiano si sia recato in Albania “in una giornata molto impegnativa per le istituzioni italiane e le attività di governo”, in vista del Consiglio dei ministri programmato per la stessa giornata.

Contemporaneamente, però, ha evidenziato Conte, il premier italiano si è recato in Albania quando “in sede europea si sta discutendo sulla possibilità” dell’ingresso di Tirana in Europa. Il Paese balcanico, ha commentato Conte, “è in una fase cruciale del suo cammino, gli vengono richieste riforme molto costose”, dal punto di vista politico, “che necessitano quindi di un ampio sostegno”. In tale ottica, l’impegno italiano intende confermare di ritenere che sia “giunto il momento che le prospettive si concretizzino” per l’Albania, la quale però continuare l’attuazione delle riforme avviate per accedere all’UE.

Da parte sua, Rama ha dichiarato di ritenere l’ingresso di Albania e Macedonia del Nord in UE “di alta rilevanza strategica” non solo “per i singoli Paesi”, ma per tutti gli Stati membri dell’Unione. A tale riguardo, Rama ha altresì specificato che “è nell’interesse di tutta l’Unione europea che questo processo prosegua”, e l’Albania, da parte sua, ha aggiunto il premier, “non è in questo processo su richiesta di Bruxelles o Berlino, o di Parigi, o dell’UE intera, ma ha avviato tale percorso per costruire un’Albania europea, uno Stato di diritto, una democrazia sviluppata”.

Le parole di Rama sono state condivise dal premier Conte, il quale si è detto “convinto che il percorso di avvicinamento all’UE e l’apertura dei negoziati siano gli strumenti fondamentali per garantire lo sviluppo dell’Albania e per l’interesse stesso dell’Italia, e dell’Europa intera, sotto ogni aspetto, politico, economico e di sicurezza”. Nello specifico, ha annunciato Conte, “l’ingresso dei Balcani occidentali in UE è un obiettivo essenziale del processo di integrazione europea”.

 

I due leader hanno altresì avuto modo di discutere della collaborazione bilaterale tra Roma e Tirana. Su questo ambito, Rama ha annunciato che “su tutti i piani e settori non vi è alcun problema, rimane soltanto la sfida dell’approfondimento della collaborazione, soprattutto in materia economica”.

Al centro delle discussioni di Conte e Rama, anche la collaborazione in ambito giudiziario, specie, secondo quanto annunciato da Conte, in materia di misure di contrasto alla corruzione e traffici illeciti, già rafforzati nel novembre 2017 quando il ministro dell’Interno albanese successore di Tahiri, Fatmir Xhafaj, aveva incontrato il suo omologo italiano, Marco Minniti, in occasione della conferenza bilaterale sulla lotta al narcotraffico in Albania. Nel corso della sua visita in Albania, Minniti aveva firmato un accordo per rafforzare la cooperazione con il ministro albanese sui temi del terrorismo, del traffico di esseri umani e di stupefacenti. Secondo quanto reso noto, uno dei principali obiettivi di Xhafaj era proprio l’abolizione della coltura della cannabis nel Paese. In tale ambito, l’Albania riceve l’aiuto della Guardia di Finanza italiana che effettua sorvoli sul suolo albanese per individuare le piantagioni di marijuana.

L’ultima decisione in merito all’integrazione di Macedonia del Nord e Albania spetterà ai vertici dell’Unione, i quali si riuniranno tra il 17 e il 18 ottobre. Secondo quanto reso noto, i vertici di Bulgaria, Grecia, Romania e Croazia si sono già espressi a favore dell’avvio dei negoziati per i due Paesi balcanici nel corso del vertice tenuto in occasione della 74esima sessione plenaria dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Il ministro agli Affari Esteri dei Paesi Bassi, Stef Blok, aveva però rivelato che Amsterdam non è favorevole all’avvio dei negoziati per l’ingresso in Unione Europea dell’Albania. Per quanto concerne la Germania, invece, Berlino aveva annunciato che Tirana sarebbe stata oggetto di autorizzazione vincolata, dovendo raggiungere diversi obiettivi prima di poter procedere con i negoziati.

L’ingresso dell’Albania e della Macedonia del Nord nell’Unione europea è, secondo quanto dichiarato lo scorso 24 settembre dall’Alto rappresentante dell’UE, Federica Mogherini, “cruciale non solo per entrambi i Paesi, ma per l’intera regione e per l’UE stessa”, dato che rappresenta la “riunificazione del continente europeo”.  Come Mogherini, anche Serba, Bosnia e Kosovo concordano sull’importanza dell’ingresso nell’UE dei due Paesi balcanici.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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