Operazione turca in Siria: posizione Russia rimane invariata

Pubblicato il 15 ottobre 2019 alle 6:20 in Russia Siria Turchia

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L’approccio della Russia verso l’operazione della Turchia in Siria rimane invariata. Ad affermarlo il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

“Avrete certamente letto comunicazioni sui contatti e sugli accordi concreti che sono stati fatti. Non ho niente da aggiungere, non ci sono novità nell’approccio della Russia alla situazione in Siria”, ha dichiarato Peskov ai giornalisti nel corso di una conferenza stampa.

Il portavoce del Cremlino ha poi sottolineato come la Russia abbia sin dall’inizio espresso di essere categoricamente contraria ad azioni capaci di destabilizzare la situazione geopolitica in Siria.

“Sin dall’inizio di questa operazione Mosca ha messo in luce a tutti i livelli la categorica indesiderabilità di qualunque tipo di azione volta ad impedire o rallentare il processo di normalizzazione della situazione in Siria e di provocare ulteriori tensioni nel Paese. Lo ripeto ancora una volta: la nostra posizione non è assolutamente cambiata”, ha affermato il rappresentante del Cremlino, rispondendo ad una domanda su un possibile rischio di conflitto turco-siriano.

In precedenza, il presidente turco Erdogan aveva fatto sapere che non sussiste “nessun problema” nelle relazioni tra Mosca e Ankara che sia legato alla situazione in Siria.

Il capo dello stato turco ha speigato che con Putin i canali di comunicazione sono costantemente aperti e che ogni questione verrà discussa come è stato sempre fatto.

Domenica sera è stato riferito che il governo siriano ha disposto l’invio di soldati nella zona settentrionale del Paese, il cui ruolo sarà quello di far fronte all’aggressione da parte della Turchia. 

Mercoledì scorso Ankara ha dato il via all’operazione “Fonte di Pace” nella parte nordorientale della Siria al fine di creare una safe-zone propedeutica al rientro dei rifugiati siriani nel loro Paese.

Il governo turco ha reso noto che nelle operazioni sono stati eliminati circa 550 terroristi, mentre diversi Paesi ed organizzazioni hanno fatto un appello alla Turchia per cessare le operazioni militari che secondo alcune stime dell’ONU potrebbero causare una catastrofe umanitaria.


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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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