Mozambico: al via le elezioni presidenziali, parlamentari e provinciali

Pubblicato il 15 ottobre 2019 alle 11:36 in Africa Mozambico

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Tra non poche tensioni, si sono aperte le urne, in Mozambico, per eleggere il presidente della repubblica, il Parlamento e, per la prima volta, i governatori delle province. Sono stati registrati circa 13 milioni di elettori ma si ritiene che l’affluenza sarà più bassa a causa del clima di insicurezza che interessa la nazione già da qualche giorno. Il conteggio dei voti inizierà alle 6 di pomeriggio, ora locale, e continuerà per tutta la notte. I risultati preliminari dovrebbero essere comunicati entro mercoledì.

Alla vigilia delle votazioni, il livello di allerta nel Paese è aumentato e la paura di una diffusione incontrollata delle violenze potrebbe protrarsi per tutta la giornata. Già dal 31 agosto, giorno del suo avvio ufficiale, la campagna elettorale è stata segnata da scontri, disordini e intimidazioni, culminati, il 7 ottobre, con l’uccisione di Anastacio Matavele, osservatore elettorale e direttore esecutivo del Forum delle ONG della provincia di Gaza.

Al centro della competizione ci sono le due principali formazioni politiche del Paese, il Frelimo, ovvero il Fronte di Liberazione del Mozambico, cui fa capo l’attuale presidente Filipe Jacinto Nyusi, e il Renamo o Resistenza Nazionale mozambicana, guidata da Ossufo Momade e nata dall’ex movimento di guerriglia che aveva combattuto durante la guerra civile, dal 1977 al 1992. Il presidente in carica risulta essere il favorito alle elezioni presidenziali, riuscendo verosimilmente a guadagnarsi un secondo mandato. Tuttavia, il Renamo spera di vincere maggiore potere politico e di ottenere più vaste concessioni. “La più grande minaccia al processo di pace ci sarà se il Renamo non guadagna un buon numero di province”, ha dichiarato Alex Vines, capo del programma per l’Africa alla Chatham House. I due partiti del Mozambico avevano firmato un accordo di pace nel mese di agosto. In base all’intesa, i governatori provinciali saranno scelti dal partito di maggioranza uscito vincitore in ciascuna provincia, piuttosto che dal governo di Maputo. Renamo, dunque, sta facendo affidamento su roccaforti provinciali tradizionali, come Sofala, per conquistare maggiore influenza. Attualmente, la seconda città più grande del Paese, Nampula, e la vicina Matola sono governate a livello municipale dal partito della Resistenza Nazionale. Se Momade dovesse diventare governatore della provincia di Nampula sarebbe il primo esponente di un partito diverso dal Frelimo a ricoprire tale incarico. Tuttavia, i poteri dei governatori saranno mitigati dalla presenza di un segretario di Stato, di nomina presidenziale, che lavorerà al loro fianco come rappresentante del governo centrale nella provincia.

La posta in gioco è molto alta in queste ultime elezioni. Il presidente Nyusi si è impegnato a sviluppare le riserve di gas del Paese e si prevede che, entro 5 anni, il Mozambico diventi il secondo esportatore al mondo di gas naturale. Si stimano investimenti per un valore quattro volte più alto del suo PIL attuale. Inoltre, un secondo obiettivo è quello di combattere l’estrema povertà che rischia di alimentare insurrezioni islamiste in regioni come Cabo Delgado. Il governo di Nyusi ha ricevuto un duro colpo alla sua credibilità a causa degli incessanti attacchi ai villaggi della regione, ricca di gas e roccaforte del partito Frelimo. Le aggressioni, poi, sono aumentate soprattutto nel periodo precedente al voto, rendendo impossibile la campagna in alcuni distretti, come affermato dalla ricercatrice di Human Rights Watch, Zenaida Machado. L’immagine del partito è stata altresì offuscata da alcuni scandali finanziari che hanno coinvolto diversi politici e collaboratori di Frelimo, tra cui un ex ministro delle finanze e il figlio dell’ex presidente, accusati di uno scandalo del debito di 2 miliardi di dollari. La scoperta di prestiti precedentemente sconosciuti, tutti garantiti dal governo, ha spinto il Fondo monetario internazionale e vari donatori stranieri a tagliare il sostegno al Paese, innescando un crollo della valuta e un default del debito sovrano.

Il Mozambico, che ha ottenuto l’indipendenza dal Portogallo nel 1975, soffre ancora degli effetti di una guerra civile durata 15 anni, dal 1977 al 1992, in cui sono morte circa 1 milione di persone. Nel 1992, un primo accordo di pace aveva messo fine al conflitto, ma da allora la violenza si è diffusa nel Paese, portando sporadici contrasti. Il dialogo di pace tra le due forze era stato sospeso lo scorso anno, quando la Renamo aveva accusato il Frelimo di aver compromesso le scorse elezioni municipali. Già nel 2014, dopo le ultime elezioni presidenziali, Renamo e Frelino erano stati protagonisti di scontri violenti causati da una disputa sul verdetto delle elezioni. A rappresentare una minaccia per Maputo, oltre ai continui scontri tra i due maggiori partiti del Paese, vi è anche l’aumento degli attentati nel Nord, vicino il confine con la Tanzania, dove si trovano vasti giacimenti di gas, scoperti al largo di Palma nel 2011. Tali giacimenti potrebbero trasformare l’economia del Paese, che attualmente è una delle più povere del continente africano, ma lo sviluppo è minacciato dall’insorgenza dello Stato Islamico nella regione.

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Chiara Gentili

di Redazione

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