L’Arabia Saudita accoglie Putin: 20 gli accordi stipulati

Pubblicato il 15 ottobre 2019 alle 10:41 in Arabia Saudita Russia

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Il presidente russo, Vladimir Putin, si è recato in Arabia Saudita, il 14 ottobre, nella cornice di un tour nel Golfo che include altresì gli Emirati Arabi Uniti. Si tratta della prima visita nel Regno saudita dopo 12 anni.

Dal canto suo, il presidente russo ha sottolineato che una cooperazione tra Mosca e Riad risulta essere necessaria per garantire la sicurezza in Medio Oriente e Nord Africa. In particolare, all’inizio dei propri colloqui con il sovrano saudita, il re Salman bin Abdulaziz, Putin ha ribadito il sostegno del proprio Paese agli sforzi profusi per contrastare la minaccia terroristica e far fronte alle crisi regionali attraverso mezzi politici e diplomatici.

Riad, da parte sua, si è detta disposta a collaborare con Mosca a più livelli, con l’obiettivo di rafforzare la pace, la sicurezza e la stabilità, ed affrontare estremismo e terrorismo, incoraggiando, allo stesso tempo, la crescita economica. Il re Salman ha poi elogiato il ruolo “attivo” della Russia sia a livello regionale sia internazionale. “Apprezziamo il sostegno della Russia all’integrità territoriale dello Yemen e alla necessità di raggiungere una soluzione politica” ha affermato il sovrano saudita.

L’incontro del 14 ottobre ha visto la firma di circa 20 accordi bilaterali, riguardanti diversi ambiti, in primis economia ed energia, attraverso i quali è stato sottolineato il ruolo centrale che le risorse petrolifere continueranno a svolgere per lo sviluppo dell’economia mondiale. A tal proposito, Putin ha evidenziato che le relazioni bilaterali tra Mosca e Riad durano da circa 90 anni, e che, nel corso del 2018, lo scambio commerciale tra le due parti è aumentato del 15%. Pertanto, a detta del presidente russo, i nuovi accordi, soprattutto in campo energetico, avranno effetti positivi.

Anche il ministro dell’Energia saudita, Khalid A. Al-Falih, ha sottolineato che gli accordi di cooperazione raggiunti il 14 ottobre sono fondamentali per consolidare la collaborazione tra Mosca e Riad e sostenere la stabilità dei mercati petroliferi. Il riferimento è al “Patto di cooperazione tra Paesi produttori di petrolio“, firmato formalmente presso l’organizzazione dei Paesi produttori di petrolio, l’OPEC, in occasione della visita di Putin. Tale accordo era stato raggiunto a Vienna, lo scorso luglio, tra i 14 Stati membri dell’OPEC e altri 10 Paesi non membri, tra cui la Russia.

Si tratta di un’alleanza nata nel 2016, sebbene sia diventata ufficiale soltanto con la firma formale del Patto. L’obiettivo iniziale era contrastare il crollo dei prezzi di greggio di quell’anno, attraverso l’impegno da parte dei membri OPEC e degli altri produttori di limitare la propria offerta sul mercato. Nel mese di luglio 2019, l’accordo è stato esteso per altri nove mesi, giungendo, in tal modo, fino a marzo 2020. In particolare, ci si era impegnati a ridurre la produzione di petrolio di 1.2 milioni di barili al giorno, rispetto ai tassi di produzione del mese di ottobre 2018.

Tra gli altri accordi raggiunti il 14 ottobre tra Mosca e Riad, pari a più di 3 miliardi di dollari, vi è quello riguardante “voli spaziali con equipaggio” e un sistema di navigazione satellitare, stipulato tra l’Autorità spaziale saudita e l’Organizzazione spaziale statale della Federazione russa. Altre intese toccano la cooperazione in ambito culturale, le procedure per i visti per i cittadini di entrambi i Paesi, l’esportazione dei prodotti alimentari, collaborazioni in ambito sanitario, agricolo e industriale, oltre ad accordi per la promozione e la salvaguardia degli investimenti. Non da ultimo, secondo quanto riferito, vi sarà altresì un partenariato tra la Russia e la compagnia petrolifera saudita Aramco.

L’OPEC, ovvero l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio, è stata fondata nel 1960 e comprende dodici Paesi, tra cui l’Arabia Saudita, che si sono associati, formando un cartello economico. L’obiettivo è quello di negoziare con le compagnie petrolifere su aspetti relativi alla produzione di petrolio, prezzi e concessioni.

L’Arabia Saudita è stata tra i fondatori dell’OPEC. Il Paese possiede le più grandi riserve di petrolio al mondo, soprattutto ad Est, pari al 25% del totale. In particolare, il petrolio costituisce più del 95% delle esportazioni e il 70% delle entrate del governo. Riad rappresenta altresì uno dei più grandi esportatori di oro nero e svolge un ruolo principale nell’OPEC.

Negli ultimi anni, Riad ha collaborato più volte con Mosca, sebbene questa non sia membro OPEC. A tal proposito, nell’ottobre 2017, la Russia e l’Arabia Saudita hanno firmato un accordo che prevedeva l’acquisto di sistemi missilistici antiaerei russi S-400. Tuttavia, il piano non è stato portato a termine, a causa della decisione saudita di acquistare sistemi missilistici statunitensi.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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