Elezioni in Tunisia: la vittoria schiacciante di Saied

Pubblicato il 15 ottobre 2019 alle 11:51 in Africa Tunisia

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È ufficiale. Il candidato indipendente e conservatore Kaïs Saïed è il vincitore del secondo turno delle elezioni presidenziali tunisine, del 13 ottobre scorso.

Secondo i risultati ufficiali pubblicati, il 14 ottobre, dalla Commissione elettorale indipendente tunisina, Saied ha ottenuto una vittoria schiacciante rispetto al candidato rivale, il populista Nabil Karoui, del partito “Il cuore delle Tunisia”. In particolare, il neopresidente ha ottenuto il 72.71% dei voti, rispetto al 27.29% di Karoui. Secondo quanto affermato da alcuni osservatori, si tratta di un caso di legittimità popolare che nessun presidente ha mai ottenuto nella storia della Tunisia.

È stato altresì rilevato che il numero di elettori per Saied è stato pari a 2 milioni e 777mila, su un totale di 7 milioni e mezzo di aventi diritto al voto registrati alle urne. Tali cifre superano quelle raggiunte dall’ex presidente defunto, Beji Kaid Essebsi, nel 2014, il quale era salito al trono di Cartagine grazie al voto di un milione e 700mila elettori. Non da ultimo, il risultato ottenuto da Saied è altresì superiore al numero di elettori che si sono recati alle urne per le ultime elezioni legislative, pari a circa un milione e 750mila. Non da ultimo, a detta dell’istituto di sondaggi Sigma, il 90% degli elettroi tra i 18 e 25 anni hanno votato a favore di Saied, rispetto al 49.2% degli over 60.

Dal canto suo, Nabil Karoui, sebbene inizialmente si sia rifiutato di ammettere pubblicamente la propria sconfitta in televisione, si è successivamente congratulato con Saied per la vittoria ottenuta, attraverso un comunicato ufficiale in cui ha espresso altresì la propria disponibilità e quella del suo partito a collaborare nell’interesse della nazione.

Anche l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani, si è congratulato con il nuovo capo di Stato tunisino. In particolare, nel corso di una conversazione telefonica della sera del 14 ottobre, lo sceicco qatariota ha ribadito la vicinanza del proprio Paese alla Tunisia, sin dall’inizio della rivoluzione del 2011, ed il proprio sostegno alle aspirazioni del popolo tunisino.

Già alla pubblicazione dei primi risultati dei sondaggi, Saied ha parlato di una “rivoluzione in piena legittimità costituzionale”, ringraziando coloro che hanno aperto un nuovo capitolo nella storia della Tunisia.  A tal proposito, è stato sottolineato che i candidati si sono trovati di fronte ad un popolo “disincantato”, soprattutto per quanto riguarda le classi meno abbienti ed i giovani, il quale non è soddisfatto dei risultati raggiunti dalla classe dirigente al potere dalla rivoluzione del 2011.

Saied, docente di diritto costituzionale di 61 anni, è stato un candidato indipendente senza precedenti in politica, di idee conservative. Appoggiato da Ennahda, il maggiore partito politico tunisino risultato vincitore alle elezioni parlamentari dello scorso 6 ottobre, Saied si è detto pronto a contrastare la corruzione e a supportare la decentralizzazione.

Il nuovo capo di Stato è nato ad Ariana, una città vicina alla capitale, ed ha trascorso gran parte della sua vita insegnando diritto all’università di Tunisi. Il neopresidente è apparso inizialmente nel mondo dei media come giurista specializzato, dopo la rivoluzione del 2011, per spiegare questioni costituzionali, ma, successivamente, è diventato famoso per la sua straordinaria abilità nell’arabo standard, in contrapposizione al dialetto tunisino, e nella comunicazione, in cui è stata impiegata la sua “voce repubblicana”. Tale caratteristica è stata altresì preservata nella campagna elettorale e nei dibattiti televisivi pre-elezioni. Non da ultimo, il suo atteggiamento “severo” gli hanno fatto guadagnare il soprannome di “Robocop”.

Saied si è poi detto a sostegno della pena di morte e contrario all’omosessualità, così come all’uguaglianza nell’eredità tra uomini e donne. Secondo il diritto islamico, una donna eredita la metà rispetto ad un figlio maschio. Tuttavia, il predecessore Essebsi aveva proposto, durante il suo mandato, misure volte a garantire pari opportunità anche in quest’ambito. Le sfide da affrontare attualmente in Tunisia sono diverse. Tra queste, disordini sociali, calo della crescita economica e attacchi da parte di gruppi armati. Problematiche che minano un percorso democratico intrapreso da poco tempo.

Il presidente in Tunisia ha autorità soprattutto in materia di politica estera e di difesa, ed è coadiuvato dal primo ministro. Quest’ultimo viene scelto dal parlamento ed ha autorità sulle questioni interne. Beji Caid Essebsi è stato il primo presidente democraticamente eletto della Tunisia e si trovava in carica dal 31 dicembre 2014. Dopo la morte improvvisa di Essebsi, lo scorso 25 luglio, la Commissione elettorale tunisina ha annunciato le nuove elezioni presidenziali, le seconde per la Tunisia dopo la rivoluzione. Si tratta dell’unico Paese della regione nordafricana che ha intrapreso una transizione democratica in seguito alle rivolte del 2011.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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