Xi Jinping mette in guardia i movimenti per le autonomie in Cina

Pubblicato il 14 ottobre 2019 alle 17:48 in Asia Cina

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Il presidente cinese, Xi Jinping, ha avvertito che qualsiasi tentativo di dividere la Cina sarà represso e finirà con “corpi schiacciati e ossa frantumate”. 

“Chiunque tenti di dividere la Cina in qualsiasi parte del Paese finirà con corpi schiacciati e ossa in frantumi”, ha affermato il presidente durante una visita in Nepal, domenica 13 ottobre. Qualsiasi potenza estera che sostenga tali tentativi di divisione sarà considerata dal popolo cinese come un sognatore ad occhi aperti”, ha aggiunto, senza menzionare nessun Paese specifico. Il leader cinese non ha fatto nessun esplicito riferimento alle rivolte di Hong Kong, dove però gli scontri continuano a susseguirsi di settimana in settimana, da ormai 4 mesi. 

Domenica 13 ottobre, mentre il presidente cinese si trovava in Nepal, alcuni quartieri di Hong Kong sono stati bloccati dai manifestanti, che hanno razziato i negozi ritenuti vicini a Pechino e sabotato i binari del treno. Da parte sua, la Cina ha accusato “forze esterne” di alimentare i disordini nella città semi-autonoma. Le mobilitazioni ad Hong Kong sono iniziate il 31 marzo e, dopo pochi mesi, si sono trasformate in una sfida contro il governo della città e contro l’influenza di Pechino. Oggi, sono diventate quotidiane e i leader delle proteste stanno cercando il supporto internazionale contro l’ingerenza cinese nella città semi-autonoma.  Il 15 settembre, i manifestanti avevano chiesto anche a Londra di dialogare con la Cina, per costringere Pechino a onorare la Dichiarazione congiunta sino-britannica del 1984, che stabiliva le condizioni per il ritorno di Hong Kong in Cina, nel 1997. In base all’accordo sottoscritto dalle Nazioni Unite, Hong Kong è una città cinese in un quadro noto come “un Paese, due sistemi” che garantisce una serie di libertà alla zona che non sono garantite nella Cina continentale.

Venerdì 4 ottobre, il leader di Hong Kong, Carrie Lam, ha riattivato i poteri di emergenza dell’era coloniale per la prima volta in oltre 50 anni, nel tentativo di reprimere le manifestazioni che stanno sconvolgendo la città. Tuttavia, l’annuncio di tali misure non ha fatto che aumentare la rabbia delle piazze. La repressione delle proteste sta diventando progressivamente più dura. Durante le manifestazioni del 1° ottobre, la polizia antisommossa ha utilizzato, per la prima volta, proiettili veri contro la folla di manifestanti. Un gruppo di persone ha reagito lanciando molotov, mentre la maggior parte ha tentato di difendersi nascondendosi.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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