Pakistan media tra Iran e Arabia Saudita per le tensioni nel Golfo

Pubblicato il 14 ottobre 2019 alle 8:58 in Iran Pakistan

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Il premier pakistano, Imran Khan, e il presidente iraniano, Hassan Rouhani, si sono incontrati a Teheran nell’ambito di un’iniziativa pakistana per disinnescare le crescenti tensioni nel Golfo.

Khan, il primo ministro pakistano, è arrivato in Iran domenica 13 ottobre, in quella che ha rappresentato la prima tappa di un tour che prevede anche una sosta anche in Arabia Saudita. “La ragione di questo viaggio è che non vogliamo un conflitto tra Arabia Saudita e Iran”, ha riferito Khan ai giornalisti, mentre si trovava con il presidente iraniano. Sottolineando che la visita nei due Paesi è stata un’iniziativa pakistana, il premier di Islamabad ha affermato: “Riconosciamo che è una questione complessa, ma riteniamo che questa situazione possa essere risolta attraverso il dialogo. Quello che non dovrebbe mai accadere, è una guerra tra l’Arabia Saudita e l’Iran”.

Khan ha poi aggiunto che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, gli ha chiesto di “facilitare una sorta di dialogo tra Iran e Stati Uniti”. Tuttavia, a tale proposito, Rouhani ha ribadito la linea ufficiale dell’Iran secondo cui Washington deve tornare nell’accordo sul nucleare del 2015 e revocare le sanzioni prima che si possa tornare ai colloqui. “Qualsiasi gesto di buona volontà e buone parole saranno ricambiati con un gesto di buona volontà e buone parole”, ha affermato il presidente, sottolineando la necessità di un dialogo politico per risolvere i conflitti della regione. Rouhani ha anche espresso la sua preoccupazione per “gli incidenti che accadono alle petroliere, in particolare per quello che è successo alla petroliera iraniana nel Mar Rosso”. “Se un paese pensa di poter causare insicurezza nella regione e non ricevere una risposta adeguata si sbaglia”, ha affermato, aggiungendo che aveva presentato a Khan le prove dell’accaduto.

Secondo quanto riportato da media iraniani, nella mattina dell’11 ottobre, un’esplosione ha provocato ingenti danni ad una petroliera iraniana situata nel Mar Rosso, a 60 miglia a largo della città portuale saudita di Jeddah. La petroliera, dal nome “Sinopa”, è di proprietà della National Iranian Oil Company (NIOC). Secondo quanto specificato dall’agenzia di stampa iraniana IRNA, sono state due le esplosioni che hanno colpito lo scafo della petrolifera. La fonte ha poi parlato di un primo missile diretto contro la petroliera, intorno alle 5.20 del mattino. Tanker trackers ha affermato che l’imbarcazione era diretta verso la Siria e trasportava circa un milione di barili di petrolio. Si tratta della terza petroliera di provenienza iraniana ad essere bloccata nel giro di sei mesi in tale area del Mar Rosso. 

L’incidente dell’11 ottobre si colloca in quadro di tensioni nella regione mediorientale. L’ultimo accaduto risale al 14 settembre scorso, quando due impianti petroliferi della compagnia saudita Aramco, situati nelle province di Abqaiq e Khurais, nell’Est dell’Arabia Saudita, sono stati colpiti da raid aerei, rivendicati dal gruppo di ribelli sciiti Houthi. L’impianto di Abaiq tratta la materia prima dell’oleodotto più grande al mondo, il gigante Ghawar, e lo esporta a Juaymah e Ras Tanura, l’impianto di carico a largo della costa, anch’esso, a sua volta, il maggiore a livello internazionale. A tal proposito, l’Iran è ritenuto il responsabile di tale accaduto, sia dagli Stati Uniti sia da altri Paesi, tra cui Francia, Germania e Regno Unito, in quanto non vi sarebbero “altre spiegazioni”. Quest’ultimo attacco ha provocato la diminuzione di circa 5.7 milioni di barili di petrolio al giorno, corrispondenti a circa il 5% della fornitura globale.

Nonostante tali tensioni, Imran Lhan ha dichiarato di essere “molto incoraggiato” dal colloquio con Rouhani e che sarebbe andato in Arabia Saudita “in uno stato d’animo molto positivo”, sperando che i due paesi possano “appianare le loro differenze”. Khan partirà per Riad martedì 15 ottobre, al fine di continuare lo sforzo di mediazione. Il Pakistan ha forti legami con l’Arabia Saudita, dove oltre 2,5 milioni di cittadini pakistani vivono e lavorano. Islamabad mantiene anche buoni rapporti con l’Iran e si è spesso fatto portatore degli interessi Teheran negli Stati Uniti.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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