Elezioni presidenziali in Tunisia: per il popolo vince la democrazia

Pubblicato il 14 ottobre 2019 alle 14:17 in Africa Tunisia

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Il candidato indipendente e conservatore Kaïs Saïed ha annunciato la propria vittoria al secondo turno delle elezioni presidenziali tunisine, svoltosi il 13 ottobre. Il rivale, il populista Nabil Karoui, ha dichiarato di voler aspettare i risultati definitivi prima di stabilire le prossime eventuali mosse da intraprendere. Intanto, migliaia di tunisini sono scesi in piazza per festeggiare ciò che è stata definita la “vittoria della democrazia”.

In una conferenza stampa da un hotel di Tunisi, Saied ha affermato che il popolo tunisino ha impressionato il mondo e che si impegna ad assumere la presidenza del Paese con onestà e sincerità. “Il popolo tunisino sta vivendo una nuova fase della storia, ispirato dalle lezioni degli altri” sono state le sue parole. Inoltre, il candidato si è detto pronto a voler rispettare in prima persona la legge del Paese, promettendo di costruire una nuova Tunisia, il cui slogan sarà “Il popolo vuole”. Non da ultimo, Saied ha affermato di essere disponibile a sostenere anche le giuste cause a livello internazionale, in primis quella palestinese, e si è detto intenzionato a recarsi in Algeria e Libia.

Dal canto suo, Nabil Karoui, rilasciato dalla prigione il 9 ottobre scorso, ha dichiarato che aspetterà i risultati definitivi prima di procedere con le prossime mosse. Tuttavia, il candidato ha sottolineato come gli sia stato impedito di partecipare alla campagna elettorale e che continuerà a difendere il proprio progetto.  L’uomo era stato arrestato il 23 agosto con accusa, respinta, di riciclaggio di denaro e frode fiscale. Nonostante ciò, la commissione elettorale aveva affermato che il candidato avrebbe avuto il diritto di competere per la posizione di presidente, in quanto non era stato emesso, al momento della candidatura, un verdetto contro di lui.

Anche Ennahda, un partito di centro-destra, risultato primo alle elezioni parlamentari del 6 ottobre scorso, si è congratulato con Saied per la vittoria raggiunta, evidenziando la fiducia che il candidato è riuscito ad ottenere da parte del popolo tunisino.

Secondo quanto affermato dalla Commissione elettorale indipendente tunisina, l’affluenza alle urne il 13 ottobre ha raggiunto il 57.8%. Lo spoglio parziale delle urne ed i sondaggi di opinione hanno decretato, sin dalla chiusura dei seggi, la vittoria di Saied con il 70% dei voti. In particolare, a detta dell’istituto Sigma, tale candidato ha ottenuto il 76.9% dei voti, contro il 23.1% ottenuto dal “Cuore della Tunisia” del proprio rivale, con un margine di errore cha va dall’1 all’1.5 %. Per Emhrod Consulting la percentuale ottenuta da Saied è pari a 72.53%. Anche i risultati parziali pubblicati dai diversi distretti tunisini nella mattina del 14 ottobre, confermano l’ascesa di Saied al trono di Cartagine.

Fino a poco tempo fa, Saied non era incluso tra i favoriti nella corsa presidenziale, ma il candidato 61enne, dopo aver raccolto un grande supporto da parte del popolo tunisino, ha fatto grandi progressi anche nel corso dei sondaggi condotti durante il periodo elettorale, e il giorno delle elezioni ha inferto un colpo decisivo ai suoi rivali. I festeggiamenti del 13 ottobre hanno poi dimostrato il sostegno del popolo tunisino e la speranza nutrita nei suoi confronti.

Saied, docente di diritto costituzionale, è apparso inizialmente nel mondo dei media come giurista specializzato, dopo la rivoluzione del 2011, per spiegare questioni costituzionali, ma, successivamente, è diventato famoso per la sua straordinaria abilità nell’arabo e nella comunicazione, in cui è stata impiegata la sua “voce repubblicana”. Tale caratteristica è stata altresì preservata nella campagna elettorale e nei dibattiti televisivi pre-elezioni.

L’elemento in comune tra Saied e Karoui è il loro status di “outsider”, vista la loro mancata partecipazione ad una specifica corrente politica. Entrambi i candidati si sono trovati di fronte ad un popolo “disincantato”, soprattutto per quanto riguarda le classi meno abbienti ed i giovani, il quale non è soddisfatto dei risultati raggiunti dalla classe dirigente al potere dopo la rivoluzione del 2011.

Il presidente in Tunisia ha autorità soprattutto in materia di politica estera e di difesa, ed è coadiuvato dal primo ministro. Quest’ultimo viene scelto dal parlamento ed ha autorità sulle questioni interne. Beji Caid Essebsi è stato il primo presidente democraticamente eletto della Tunisia e si trovava in carica dal 31 dicembre 2014. Dopo la morte improvvisa di Essebsi, lo scorso 25 luglio, la Commissione elettorale tunisina ha annunciato le nuove elezioni presidenziali, le seconde per la Tunisia dopo la rivoluzione. Si tratta dell’unico Paese della regione nordafricana che ha intrapreso una transizione democratica in seguito alle rivolte del 2011.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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