Siria: evasi 100 detenuti, famiglie dell’Isis

Pubblicato il 13 ottobre 2019 alle 12:06 in Siria Turchia

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Circa 100 persone, donne imparentate o affiliate allo Stato Islamico e i loro figli, sono scappati da un campo adibito a prigione e sorvegliato dalle forze di sicurezza curde siriane nel nord del Paese.

A renderlo noto è stato l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, il quale ha citato fonti interne al campo di Ain Issa, situato a nord di Raqqa. Il direttore dell’Osservatorio, Rami Abdulrahman, ha aggiunto che all’interno della struttura vige al momento uno “stato di anarchia”. Anche l’amministrazione locale a guida curda ha confermato che alcuni membri delle famiglie dell’Isis sono riusciti a evadere dal luogo, spiegando che hanno approfittato di alcuni bombardamenti causati dall’avanzata dell’offensiva turca nei dintorni.

Gli ufficiali curdi hanno spiegato che, a causa della campagna militare lanciata da Ankara, le abilità delle loro truppe di pattugliare le carceri sta venendo a mancare, e ciò rischia di scatenare l’inizio di un’ondata di evasioni dalle carceri, occupate in massima parte di jihadisti. Le autorità in questione hanno commentato che la situazione rappresenta una vera e propria fonte di “sostegno a una nuova emergenza dell’Isis”.

In questo contesto, domenica 13 ottobre, un comunicato pubblicato dall’Ufficio per la Coordinazione degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite (OCHA) ha reso noto che sono oltre 130.000 le persone sfollate dalle aree rurali intorno a Tel Abyad e Ras al Ain, le due cittadine siriane nord-orientali di confine prese di mira dall’offensiva guidata da Ankara. Oltre a ciò, l’OCHA ha stimato che, al momento, circa 400.000 civili siriani nella zona di conflitto hanno bisogno di aiuti umanitari e protezione.

Quello di domenica non è il primo fenomeno di agitazione nelle carceri dei prigionieri dell’Isis. Già in precedenza, nella notte tra sabato 11 e domenica 12 ottobre, un’autobomba era esplosa in una prigione in cui sono detenuti alcuni militanti dello Stato Islamico, nella città di Hasaka, nella Siria nord-orientale. Inoltre, venerdì 10 ottobre, i membri delle SDF avevano reso noto che 5 militanti dello Stato Islamico erano riusciti a evadere da un carcere situato a Qamishli, dopo l’esplosione di un ordigno turco nei dintorni. Nella medesima giornata, e nella stessa regione siriana, alcune donne affiliate all’organizzazione terroristica avevano attaccato ufficiali di sicurezza con pietre e bastoni durante violente agitazioni verificatesi presso un campo dove militanti islamici erano detenuti.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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