Burkina Faso: attacco a moschea, 16 morti

Pubblicato il 13 ottobre 2019 alle 12:22 in Africa Burkina Faso

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Alcuni uomini armati sono entrati in una moschea del villaggio Salmossi, nel nord del Paese, e hanno aperto il fuoco sui fedeli, causando almeno 16 morti.

L’aggressione è avvenuta nella serata di venerdì 11 ottobre, quando uomini armati hanno preso d’assalto una moschea nel Burkina Faso mentre i fedeli stavano pregando all’interno, uccidendo almeno 16 persone e mandando i residenti in fuga, dichiarano fonti di sicurezza. L’attacco è avvenuto nella Grande Moschea nel villaggio settentrionale di Salmossi venerdì sera nella regione di Oudalan, al confine con il Mali. Una fonte ha riferito all’agenzia di stampa AFP che 13 persone sono morte sul posto e tre sono decedute in seguito a causa delle ferite riportate. Due dei feriti versano in condizioni critiche. “Da questa mattina, la gente ha iniziato a fuggire dalla zona”, ha dichiarato ad AFP un residente della vicina città di Gorom-Gorom. La fonte sostiene che si è creato un “clima di panico, nonostante i rinforzi militari” che sono stati schierati dopo l’attacco mortale. Una fonte di sicurezza e un funzionario locale hanno riferito all’agenzia di stampa Reuters che circa 15 persone sono rimaste uccise nell’attacco. Le identità degli uomini armati non erano ancora chiare.

Sebbene colpiti dalla violenza, molti cittadini si oppongono alla presenza di truppe straniere sul loro territorio. Sabato, una folla di circa 1.000 persone ha marciato nella capitale Ouagadougou “per denunciare il terrorismo e la presenza di basi militari straniere in Africa”. “Il terrorismo è ora diventato un pretesto ideale per l’installazione di basi militari straniere nel nostro Paese”, ha dichiarato a AFP Gabin Korbeogo, uno dei coorganizzatori della marcia. “Gli eserciti francesi, americani, canadesi, tedeschi e altri hanno messo piede nella nostra sottoregione, sostenendo che vogliono combattere il terrorismo. Ma nonostante questa presenza massiccia … i gruppi terroristici … stanno diventando più forti.”

Negli ultimi anni, il Burkina Faso ha visto un’escalation di violenza legata a gruppi armati, tra cui al-Qaeda e lo Stato islamico dell’Iraq e il Levante (ISIL o ISIS). I gruppi, che hanno attraversato il Burkina Faso dal vicino Mali, hanno innescato tensioni etniche e religiose, soprattutto nelle regioni settentrionali. Combinando le tattiche guerrilla come colpisci e fuggi, mine stradali e attentati suicidi, i combattenti hanno ucciso quasi 600 persone, secondo un bilancio compilato dall’AFP. ONG sostengono che il numero di morti sia di oltre 1.000, con attacchi che si svolgono su base quasi giornaliera. Quasi 500.000 persone sono fuggite dalle loro case a causa della violenza, secondo l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, che ha messo in guardia sulla crisi umanitaria che ha colpito 1,5 milioni di persone. Quasi 3000 scuole hanno chiuso e l’impatto su un’economia prevalentemente rurale si sta intensificando, danneggiando il commercio e i mercati. La scorsa settimana, 20 persone sono state uccise in un attacco da uomini armati in un sito di estrazione dell’oro nel nord.

In questo clima di tensione, le forze di difesa e di sicurezza del Burkina Faso sono mal equipaggiate, scarsamente addestrate e si sono dimostrate incapaci di fermare la violenza crescente. La Francia ha una forza di 200 unità nel Paese, ma interviene anche come parte dell’operazione Barkhane.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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