UE: in arrivo summit europeo per valutare sanzioni contro la Turchia

Pubblicato il 12 ottobre 2019 alle 6:39 in Europa Turchia

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Un summit dell’Unione Europea, previsto per la prossima settimana, discuterà le sanzioni che saranno imposte sulla Turchia in seguito alla decisione del presidente di Ankara, Recep Tayyip Erdogan, di intraprendere un’operazione militare in Siria. È quanto ha annunciato il Segretario di Stato francese per gli Affari europei, Amelie de Montchalin, chiarendo che “ovviamente si tratta si una questione che è già sul tavolo del Consiglio europeo”. “Non rimarremo impotenti di fronte a una situazione scioccante per i civili e per la stabilità della regione”, ha affermato la de Montchalin.

L’esercito turco ha lanciato un’offensiva militare contro le regioni nordorientali della Siria, mercoledì 9 ottobre. L’operazione, dal nome “Fonte di pace” è stata promossa da Erdogan al fine di contrastare le milizie curde presenti in Siria. Queste, a detta di Ankara, rappresentano una minaccia per l’integrità territoriale siriana. In particolare, l’obiettivo dell’operazione è porre fine ad un “corridoio terroristico”. Inoltre, secondo funzionari turchi, il fine è altresì creare una zona sicura che si estende dal fiume Eufrate a Ovest, fino alle città di Jarabulus e al-Malikiyah, nell’estremo Nord della Siria, con una lunghezza pari a circa 450 chilometri. A tal proposito, il vicepresidente della Turchia, Fuat Oktay, ha affermato che si tratta di un’area in cui i 3.6 milioni di rifugiati siriani potranno ritornare, per vivere in pace e sicurezza nelle proprie abitazioni.

Le Syrian Democratic Forces (SDF), guidate dalle Unità di Protezione del Popolo Curdo (YPG), sono state il principale alleato degli Stati Uniti in Siria, e, negli ultimi anni, hanno ampliato il proprio controllo nelle zone settentrionali ed orientali, fino ad occupare una vasta area che si estende per 480 km dal fiume Eufrate al confine con l’Iraq. La Turchia descrive le forze curde una “organizzazione terroristica” legata al Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK). Quest’ultimo, da decenni, ha condotto una campagna armata per raggiungere l’autonomia in Turchia ed è considerato un’organizzazione illegale da Ankara.

L’operazione di Erdogan è stata duramente condannata a livello internazionale, anche da alcuni Paesi del mondo arabo. Non da ultimo, il 10 ottobre, si è tenuta una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, con l’obiettivo di cercare una strada diplomatica che possa porre fine all’iniziativa turca. Tuttavia, l’organo non è riuscito ad accordarsi su una condanna congiunta. Da parte francese, italiana e norvegese, però, sono giunte reazioni forti in risposta all’operazione della Turchia. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha affermato che Ankara si dovrà assumere piena responsabilità di un eventuale ritorno dello Stato Islamico. “Sta mettendo milioni di persone a rischio di una catastrofe umanitaria”, ha dichiarato Macron. La Norvegia, alleata NATO della Turchia, ha dichiarato che sospenderà tutte le esportazioni di armi verso Ankara. Infine, su indicazione del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, la vice ministra Marina Sereni ha ricevuto alla Farnesina l’ambasciatore turco a Roma, Murat Salim Esenli, per sottolineare la contrarietà delle autorità italiane rispetto all’iniziativa militare unilaterale turca nella Siria Nord-orientale.

Anche i repubblicani statunitensi della Camera dei Rappresentanti stanno tentando di approvare una serie di sanzioni contro la Turchia al fine di condannare l’offensiva. Inoltre, venerdì 10 ottobre, il capo della NATO, Jens Stoltenberg, ha esortato tutti i membri dell’Alleanza Atlantica a rimanere uniti nella lotta contro l’ISIS. Le SDF attualmente controllano diverse prigioni contenenti migliaia di foreign fighters dello Stato Islamico. Le forze, dunque, hanno avvertito dei possibili tentativi di evasione dei terroristi mentre i miliziani curdi sono concentrati a combattere l’esercito turco.

Il 9 ottobre, Stoltenberg è stato in visita in Italia e ha incontrato il primo ministro Giuseppe Conte. Il Segretario generale della NATO ha esortato “La Turchia ad agire con moderazione e ad assicurare che qualsiasi azione possa intraprendere nella Siria settentrionale sia proporzionata e misurata”. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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