Siria: attentato con autobomba, ISIS rivendica

Pubblicato il 12 ottobre 2019 alle 13:54 in Medio Oriente Siria

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Un’autobomba, esplosa venerdì 11 ottobre nella città siriana di Qamishli, ha ucciso almeno 3 civili e ne ha feriti più di 9. Lo Stato Islamico ha rivendicato la responsabilità dell’attacco, affermando che mirava a colpire i miliziani curdi. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Amaq, propria dell’organizzazione, un gruppo di combattenti dell’ISIS ha detonato l’ordigno, piantato sotto una macchina parcheggiata, vicino a una postazione di sicurezza curda. Le forze di sicurezza del luogo stanno ancora contando i morti e i feriti. La dichiarazione, emessa da ufficiali locali, ha reso noto che i militanti dello Stato Islamico hanno incrementato le loro attività da quando è iniziata l’operazione militare della Turchia contro i curdi delle regioni siriane nordorientali.

“Fonte di pace” è un’operazione promossa dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che mira a contrastare le milizie curde presenti in Siria. Queste, a detta di Ankara, rappresentano una minaccia per l’integrità territoriale siriana. In particolare, l’obiettivo dell’operazione è porre fine ad un “corridoio terroristico”. Inoltre, secondo funzionari turchi, il fine è altresì creare una zona sicura che si estende dal fiume Eufrate a Ovest, fino alle città di Jarabulus e al-Malikiyah, nell’estremo Nord della Siria, con una lunghezza pari a circa 450 chilometri. A tal proposito, il vicepresidente della Turchia, Fuat Oktay, ha affermato che si tratta di un’area in cui i 3.6 milioni di rifugiati siriani potranno ritornare, per vivere in pace e sicurezza nelle proprie abitazioni.

Le Syrian Democratic Forces (SDF), guidate dalle Unità di Protezione del Popolo Curdo (YPG), sono state il principale alleato degli Stati Uniti in Siria, e, negli ultimi anni, hanno ampliato il proprio controllo nelle zone settentrionali ed orientali, fino ad occupare una vasta area che si estende per 480 km dal fiume Eufrate al confine con l’Iraq. La Turchia descrive le forze curde una “organizzazione terroristica” legata al Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK). Quest’ultimo, da decenni, ha condotto una campagna armata per raggiungere l’autonomia in Turchia ed è considerato un’organizzazione illegale da Ankara.

Il gruppo terroristico dello Stato Islamico, da parte sua, continua a lanciare da mesi una serie di attacchi contro le forze curde, in particolare nelle sue ex roccaforti della Siria settentrionale e Nord-orientale. L’ultimo attacco dell’ISIS risale al 7 agosto scorso, quando 5 persone, tra cui 3 bambini, sono state uccise a causa dell’esplosione di un’autobomba ad Al-Qahtaniyah, nella provincia siriana di al-Hasakah, situata nel Nord-Est della Siria e controllata dai curdi.

La guerra civile nel Paese è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso.

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Chiara Gentili

di Redazione

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