Hong Kong: proteste, lanciate molotov nelle metro

Pubblicato il 12 ottobre 2019 alle 15:40 in Asia Hong Kong

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Bombe incendiarie sono state lanciate in una stazione metropolitana di Hong Kong, sabato 12 ottobre, nell’ambito delle proteste settimanali portate avanti dai manifestanti che si oppongono alla stretta delle autorità di Pechino sulla città.

Il governo di Hong Kong ha pubblicato un comunicato in cui, spiegando l’accaduto, ha chiarito che nessuno è rimasto ferito negli attacchi molotov, e che la polizia ha subito avvertito i “sovversivi” a cessare ogni attività illegale. “Condanniamo tutti gli atti violenti e indagheremo il caso esaustivamente”, si legge nella dichiarazione. Il governo ha aggiunto che la stazione metro Kowloon Tong è stata gravemente danneggiata dall’attacco.

L’intero sistema metropolitano della città, preso di mira dalle proteste, era stato completamente chiuso per giorni, e aveva ripreso il servizio di trasporto regolare appena il giorno precedente, venerdì 11 ottobre. Di media, la metro a Hong Kong trasporta circa 5 milioni di persone al giorno.

Sono numerose le proteste antigovernative programmate dai cittadini a Hong Kong nella giornata di sabato, e includono: un sit-in, un evento con maschere, una manifestazione presso un centro commerciale, e una marcia contro la legge che ha riattivato poteri di emergenza nella regione. Un gruppo che si fa chiamare “Silver-Haired Marchers” ha pianificato un siti di 48 ore presso un quartier generale della polizia.

Venerdì 4 ottobre, il leader di Hong Kong, Carrie Lam, ha riattivato i poteri di emergenza dell’era coloniale per la prima volta in oltre 50 anni, nel tentativo di reprimere le manifestazioni che stanno sconvolgendo la città. Tuttavia, l’annuncio di tali misure non ha fatto che aumentare la rabbia delle piazze. La repressione delle proteste sta diventando progressivamente più dura. Durante le manifestazioni del 1° ottobre, la polizia antisommossa ha utilizzato, per la prima volta, proiettili veri contro la folla di manifestanti. Un gruppo di persone ha reagito lanciando molotov, mentre la maggior parte ha tentato di difendersi nascondendosi.

Le mobilitazioni ad Hong Kong sono iniziate il 31 marzo e, dopo pochi mesi, si sono trasformate in una sfida contro il governo della città e contro l’influenza di Pechino. Oggi, sono diventate quotidiane e i leader delle proteste stanno cercando il supporto internazionale contro l’ingerenza cinese nella città semi-autonoma.  Il 15 settembre, i manifestanti avevano chiesto anche a Londra di dialogare con la Cina, per costringere Pechino a onorare la Dichiarazione congiunta sino-britannica del 1984, che stabiliva le condizioni per il ritorno di Hong Kong in Cina, nel 1997. In base all’accordo sottoscritto dalle Nazioni Unite, Hong Kong è una città cinese in un quadro noto come “un Paese, due sistemi” che garantisce una serie di libertà alla zona che non sono garantite nella Cina continentale.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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