Ministro indonesiano attaccato da terroristi legati all’ISIS

Pubblicato il 11 ottobre 2019 alle 9:04 in Asia Indonesia

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I responsabili dell’attacco con coltello che ha colpito il ministro della Sicurezza dell’Indonesia, Wiranto, sono due militanti di un’organizzazione indonesiana legata all’ISIS

Il ministro ha subito un intervento chirurgico di emergenza presso l’ospedale militare di Jakarta, mentre le forze dell’ordine hanno rivelato i nomi dei sospetti attentatori. Si tratta di due membri del Jamaah Ansharut Daulah (JAD) che hanno eluso la sicurezza e sono riusciti a portare a termine l’attacco contro il ministro indonesiano. Budi Gunawan, capo della principale agenzia d’intelligence del Paese ha riferito, venerdì 11 ottobre che le 2 persone in questione sono: Syahril Alamsyah, noto anche come Abu Rara, e sua moglie, 21 anni, Fitri Andriana.

Lo stesso gruppo terroristico a cui appartengono i due attentatori ha effettuato una serie di attacchi contro la chiesa della città di Surabaya, nel 2018, in cui sono morte almeno 23 persone e un assalto nel 2016 presso il quartiere degli affari di Jakarta. Nel luglio 2018, un tribunale indonesiano ha ordinato lo scioglimento di JAD, dopo averlo dichiarato fuori legge. Il suo leader, Aman Abdurrahman, è stato anche condannato a morte dalla sua cella di prigione nella capitale indonesiana, nel 2016. La pugnalata contro il ministro Wiranto, messa in atto giovedì 10 ottobre, suggerisce che i membri del gruppo dimostrano di “avere ancora l’entusiasmo”, anche se l’ISIS ha perso il proprio controllo del territorio e molti dei suoi membri in Indonesia sono stati arrestati.

Wiranto è rimasto ferito nell’addome in basso a sinistra. Il direttore dell’ospedale, dove è stato accolto appena dopo aver subito l’assalto, ha riferito ai giornalisti che la pressione sanguigna e il polso del ministro erano “normali”, nel senso che “non soffriva di emorragie interne”. Tuttavia, Wiranto è stato immediatamente trasportato in aereo all’ospedale militare di Gatot Soebroto, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico di emergenza. Budi, il capo dell’intelligence, ha comunicato ai giornalisti che i membri del JAD, compresi i sospettati dell’attacco contro Wiranto, erano stati sul radar delle forze dell’ordine per almeno 3 mesi.

L’attacco si è verificato in un momento molto delicato per il Paese. Una serie di mobilitazioni sono scoppiate, a partire dal 19 agosto, a seguito dell’arresto di alcuni studenti di etnia papuana che vivevano a Surabaya e Malang, sull’isola di Giava. Questi erano stati accusati di aver gettato la bandiera indonesiana in una fogna. Da parte loro, i giovani hanno negato di aver compiuto tale gesto. Inoltre, alcune agenzie di stampa hanno riferito che i ragazzi sarebbero stati sottoposti ad abusi legati alla loro etnia. Secondo quanto riferito, sono stati chiamati “scimmie” dalle forze dell’ordine, mentre venivano radunati e portati via. Gli studenti sono stati rilasciati dalla polizia domenica 18 agosto. La provincia di Papua si trova nella regione indonesiana della Nuova Guinea Occidentale, insieme alla Papua Occidentale.

Sebbene le due province si estendano sull’isola principale dello Stato della Papua Nuova Guinea, l’Indonesia considera il loro territorio come parte dello Stato nazionale. Il 30 settembre, il ministro per la Sicurezza, Wiranto, aveva accusato il leader separatista, Benny Wenda, che si trova attualmente in asilo politico in Gran Bretagna, di aver guidato le proteste. Wenda era già stato ritenuto responsabile delle rivolte nella regione dal portavoce della polizia nazionale, Dedi Prasetyo, che aveva rilasciato tale dichiarazione il 9 settembre. La situazione, intanto, sta aumentando i livelli di violenza. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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