Impeachment contro Trump: interrogata l’ex ambasciatrice in Ucraina

Pubblicato il 11 ottobre 2019 alle 17:56 in USA e Canada

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Il team d’inchiesta per l’impeachment della Camera dei Rappresentanti USA ha interrogato l’ex ambasciatrice degli Stati Uniti in Ucraina, Marie L. Yovanovitch, per indagare sulle presunte pressioni del presidente, Donald Trump, sul governo ucraino per interferire nelle scorse elezioni statunitensi. 

La diplomatica stava svolgendo il suo terzo incarico come ambasciatrice in Ucraina, quando è stata bruscamente rimossa dall’incarico, il 20 maggio 2019. Aveva prestato giuramento il 18 agosto 2016. Secondo quanto riferito dal New York Times, la sua rimozione è coincisa con i tentativi dell’avvocato personale di Trump, Rudolph Giuliani, e dei suoi colleghi di avviare un’inchiesta su Joe Biden e suo figlio Hunter. La Yovanovitch potrebbe essere una testimone chiave degli sforzi dell’avvocato Giuliani in tale ambito e potrebbe fornire agli investigatori informazioni precise su come i leader ucraini abbiano reagito alle richieste statunitensi. La sua spiegazione del perché Trump la abbia rimossa dall’incarico potrebbe fornire, inoltre, elementi cruciali sui presunti abusi di potere del presidente nel fare pressione sull’Ucraina. 

La Yovanovitch, una veterana dell’amministrazione, ormai vicina alla fine del suo servizio pubblico, si è presentata presso il Campidoglio, la mattina di venerdì 11 ottobre, con un avvocato ed è entrata nelle stanze del Comitato d’Intelligence della Casa dei Rappresentanti, per essere interrogata. Divisa tra la richiesta dell’esecutivo di non intervenire e quella del Congresso di testimoniare, la diplomatica ha preso una netta posizione, aumentando la possibilità che altri funzionari del governo possano seguirne l’esempio. Proprio il giorno prima, la Yovanovitch era stata citata nelle motivazioni allegate all’accusa che i pubblici ministeri statunitensi hanno presentato, il 10 ottobre, contro due soci dell’avvocato Giuliani, Lev Parnas and Igor Fruman. Nel accusare gli uomini di reati finanziari durante la campagna elettorale del 2014, i pubblici ministeri hanno dichiarato che Parnas e Fruman avrebbero elargito e promesso donazioni ad un membro del Congresso per assicurarsi il suo sostegno nella rimozione della diplomatica dall’incarico in Ucraina.  

Le 3 commissioni della Camera che conducono le indagini sperano di raccogliere ulteriori deposizioni chiave la prossima settimana, quando i legislatori torneranno a Washington dopo una pausa di due settimane. Tra i possibili testimoni ci sono Fiona Hill, che è stata direttrice senior per l’Europa al Consiglio di Sicurezza Nazionale, George Kent, viceministro aggiunto di Stato ed esperto di Ucraina e Gordon D. Sondland, l’ambasciatore americano presso l’Unione Europea la cui apparizione di fronte alla commissione d’inchiesta era stata bloccata dal Dipartimento di Stato, poche ore prima che l’uomo arrivasse a Capitol Hill. Sondland ha ora accettato di testimoniare, la settimana prossima, nonostante abbia ricevuto istruzioni contrarie dal Dipartimento di Stato. Tuttavia, il suo avvocato ha sottolineato che l’uomo non presenterà nessun tipo di documento se il Dipartimento non farà lo stesso. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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