Egitto parla con Giordania e Iraq delle crisi regionali

Pubblicato il 11 ottobre 2019 alle 16:28 in Egitto Giordania Iraq

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Il presidente egiziano, Abdel Fattah al- Sisi, ha tenuto colloqui, il 10 ottobre ad al Cairo, con il re della Giordania, Abdullah II, in seguito ad un ulteriore incontro che ha visto la partecipazione di delegazioni di entrambi i Paesi. Le due parti hanno preso in esame gli ultimi sviluppi e le crisi riguardanti la regione mediorientale, oltre agli sforzi profusi per trovare soluzioni politiche.

Al-Sisi e Abdullah II hanno altresì discusso dell’impegno a livello regionale nell’ambito della lotta al terrorismo, nel quadro di un approccio globale che mira a sradicare il fenomeno.

Il portavoce della presidenza egiziana, l’ambasciatore Bassam Rady, ha affermato che il monarca del Regno hashemita si è detto orgoglioso delle relazioni instauratesi tra i due Paesi, evidenziandone la loro peculiarità. Allo stesso tempo, le parti si sono dette desiderose di ampliare la cooperazione bilaterale in diversi ambiti, soprattutto economico, commerciale ed in materia di investimenti, oltre a continuare il coordinamento e le consultazioni su questioni di interesse reciproco e a promuovere un’azione araba congiunta.

Circa le questioni a livello regionale, al-Sisi ed il proprio interlocutore giordano hanno parlato, in particolare, della questione palestinese. A tal proposito, è stato ribadito il sostegno di ambe le parti al popolo palestinese, affinché possa ottenere i propri diritti legittimi, oltre alla volontà di riprendere i negoziati, secondo le disposizioni internazionali e l’iniziativa di pace araba. Egitto e Giordania si sono dette a favore di una soluzione a due Stati, con l’istituzione di uno Stato palestinese, secondo i confini del 1967, con capitale Gerusalemme Est. Secondo quanto dichiarato, ciò porterebbe nuovamente stabilità e aprirebbe nuovi orizzonti per il Medio Oriente e per i popoli di tale regione.

Inoltre, il 10 ottobre, al-Sisi ha altresì avuto una conversazione telefonica con il presidente dell’Iraq, Barham Salih. I due capi di Stato hanno discusso di alcune situazioni regionali, alla luce degli ultimi sviluppi in Siria e dell’offensiva turca, che ha avuto inizio il 9 ottobre. A detta delle due parti, questa potrebbe costituire una minaccia per la sicurezza e la pace internazionale, aggravare maggiormente il quadro regionale e minare l’integrità territoriale siriana, oltre che il processo politico promosso al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. A tal proposito, al-Sisi e Salih si sono detti concordi nel proseguire con consultazioni mirate a far fronte all’operazione della Turchia, con l’obiettivo di preservare la pace e l’unità siriana.

Risale al 22 settembre scorso un vertice tripartito Giordania- Egitto- Iraq, tenutosi a New York, tra i capi di Stato dei tre Paesi. Anche in tale occasione, i leader avevano discusso delle problematiche a livello regionale ed affermato la propria volontà di rafforzare la cooperazione anche in ambito politico, economico, commerciale, culturale e nel campo degli investimenti, sulla base di partenariati efficienti che riguardino sia il settore pubblico sia privato.

La posizione geografica della Giordania, la sua storia e l’assetto politico hanno reso la monarchia hashemita un Paese politicamente stabile che, nel corso dei conflitti degli ultimi anni, sia interni alla regione sia internazionali, ha aperto i suoi confini ai rifugiati siriani e palestinesi. All’interno del panorama politico internazionale, Amman, da un lato, si è posta a fianco dell’Occidente prendendo parte alla coalizione anti- ISIS guidata dagli Stati Uniti mentre, dall’altro lato, ha stretto relazioni di notevole importanza con gli Stati del Golfo, soprattutto in seguito all’inizio delle primavere arabe del 2011.

Al contempo, il Paese è connesso anche alla questione palestinese. La popolazione del regno hashemita è costituita da circa il 70% di palestinesi, discendenti di coloro giunti nel Paese durante la dominazione hashemita della Cisgiordania, dal 1948 al 1967, e dei profughi dei numerosi conflitti israelo-palestinesi avvenuti dal secondo dopoguerra a oggi. La Giordania è poi l’unico paese arabo in Medio Oriente ad avere firmato un trattato di pace con Israele, il 26 ottobre 1994, che ha normalizzato le relazioni tra i due Paesi.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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